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Emergenza

Il canile-gattile è ancora una volta senza veterinario

Gialdi: «Troppi abbandoni per il Covid»

Il canile-gattile è ancora una volta  senza  veterinario

di Mara Varoli

21 Gennaio 2022,07:17

Il canile-gattile comunale Lilli e il Vagabondo è ancora senza un veterinario. Da un mese e mezzo: e non è la prima volta. Alle richieste delle associazioni, l'assessore del Comune Nicoletta Paci ci tiene a precisare: «Reintegrare la direzione sanitaria nel polo di via del Taglio è una priorità».


Il canile-gattile
La gestione di centinaia di amici a quattro zampe in via del Taglio è sempre più preoccupante, visto che manca un medico per curare chi è stato abbandonato e chi è nato sulla strada. E soprattutto durante la stagione fredda molti cani e gatti soffrono proprio come noi di malanni di stagione. Ma le associazioni animaliste non rimangono in silenzio e continuano a sollecitare l'amministrazione comunale per trovare una soluzione. La presidente dell'Enpa ha infatti scritto una mail all'assessore Paci per segnalare l'urgenza e trovare il prima possibile un veterinario per la struttura di via del Taglio: «Come è ben noto dal 3 dicembre la struttura comunale Lilli e il Vagabondo che contempla il ricovero di 200 animali, tra cui quelli gravemente segnati dalle gravi patologie Fiv e Felv (Oasi di Vicofertile) è priva della presenza di un veterinario - ha scritto Lella Gialdi -. Situazione che a fasi alterne è carente a partire dal primo luglio. Pur comprendendo come sussistano percorsi burocratici anche complessi che rendono difficoltosa la soluzione del problema, resta inaccettabile che una struttura pubblica del Nord Italia, in particolare di una città che giustamente è indicata come Capitale della Cultura debba continuare ad essere priva della indispensabile e insostituibile figura di un sanitario. Una notizia che sta diffondendosi oltre i confini della città e che nuoce al suo buon nome. Ovviamente la mia preoccupazione é rivolta principalmente al benessere degli animali, benessere che ha indirizzato l' amministrazione comunale a creare anche uno specifico ufficio a loro tutela. Si rende necessario non procrestinare oltre questa gravissima situazione. Mi appello quindi al loro senso di responsabilità per una soluzione immediata». L'assessore Paci risponde: «Stiamo lavorando da parecchio tempo su alcune proposte, al di là dei bandi che sono andati deserti. È anche nostra cura e interesse avere la direzione sanitaria al più presto e quindi siamo impegnati nella ricerca di un nuovo staff che possa assumere questo impegno. Abbiamo il sostegno dell'Asl che ci segue in questo periodo e abbiamo le convenzioni con le cliniche private e con la clinica universitaria che fanno fronte alle urgenze, ma la priorità è reintegrare la direzione sanitaria in via del Taglio».


Covid e mici in strada
Il canile-gattile comunale senza un veterinario in un lungo periodo di emergenza. Con il Covid, le ospedalizzazioni e i decessi di chi amorevolmente li accudiva, sono tantissimi i gatti che dal calore del divano sono passati al gelo della strada. «Gatti domestici che chiaramente hanno avuto una vita domestica serena e che improvvisamente appaiono in giardini e porticati non conosciuti, gatti che seguono persone lungo le strade con miagolii che esprimono una disperata richiesta di cibo e attenzioni, gatti lasciati in case vuote dopo la scomparsa di chi tanto li aveva amati, case che devono essere liberate - continua la presidente dell'Enpa -. Una lunga serie di anime feline sbandate di cui si devono occupare le associazioni, già messe allo stremo dalla valanga di gattini trovati ovunque, in questo terribile anno, un anno senza precedenti per abbandoni e per randagismo felino sempre più dilagante. Molti di questi gatti senza più dimora finiscono sulla strada e incapaci di affrontare la dura nuova vita troppo spesso vanno incontro a terribile fine. Quale la loro storia? Abbandonati? Finiti lontano dalle loro case perché involontariamente trasportati da furgoni in cui per curiosità sono saliti? Molti, troppi per la possibilità di trovare loro una casa – riferisce ancora Lella Gialdi -. Sono gatti adulti, taluni anche anziani, che soffrono anche la scelta di famiglie adottanti che optano per il cucciolo. Eppure il loro grado di dare amore é elevatissimo. Basta guardarli ed eccoli pronti a strusciarsi, a miagolare dolcemente, a mostrare il panciotto peloso per ricevere una carezza. Non tutti sono fortunati come Mao, Teo e Felix che recentemente hanno trovato famiglie meravigliose».


Insomma, un'emergenza nell'emergenza. E i volontari sono soli in questo duro lavoro che li vede giorno per giorno in campo per salvare un micio infreddolito, affamato e solo: «Si moltiplicano le richieste di persone che per motivi diversi ,e non per capriccio, contattano Enpa perché non possono più tenere con sé i propri animali: in maggioranza gatti, ma anche cani e conigli. Purtroppo la nostra ricettività è modesta e insufficiente il numero di persone esterne che si offrono per un' accoglienza momentanea. Chiediamo aiuto per adozioni e stalli. Non abbiamo più la forza di far fronte a questo esercito di animali in stato di grande bisogno». Per le adozioni contattare l'Enpa tel 0521.1716793.
 

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