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COMPAGNE DI BRANCO

L'Ulisse felino

Compagne di branco

di Lia Begani Valentina Tridente

16 Maggio 2022,15:39

Rubrica settimanale a cura dell’educatrice cinofila Lia Begani e la speaker radiofonica Valentina Tridente (Radio Parma)

Come ogni mese lo spazio di oggi è riservato alla conoscenza dei nostri predatori solitari preferiti: i gatti. Passiamo quindi la palla alla nostra consulente di relazioni feline Chiara Copelli.

Mentre ci confrontavamo per decidere il focus dell’articolo di oggi ci siamo rese conto che ci sarebbe piaciuto lasciarvi alcuni spunti di riflessione su diverse questioni un po’ spinose che riguardano l’intervento umano in faccende feline. Abbiamo pensato di farlo raccontandovi di una serie di eventi realmente accaduti che vedono protagonista un forse troppo avventuroso e socievole cliente baffuto di Chiara che chiameremo P. per rispettarne la privacy (abbiamo inoltre avuto il consenso dalla sua famiglia di bipedi spelacchiati per raccontare le vicissitudini di questo simpatico felino in cui sono più o meno volontariamente anche loro coinvolti).
P. è un gattone dal pelo lungo bianco e grigio che vive in una maisonette con giardino privato in un verde quartiere residenziale composto da alcuni palazzi attigui. La sua famiglia è composta dal fratello baffuto E. - più riservato e guardingo - da due sensibili e attente bambine e dai loro genitori. Il nostro P. è un tipo un po’ stravagante, super esplorativo e anche discretamente territoriale ma pacifista (una sorta di Bob Marley felino); infatti ama fare le sue ronde quotidiane per il quartiere per poi spiaggiarsi al sole nei suoi punti strategici dove può controllare il passaggio di bipedi, baffuti e cagnetti. Durante le sue abituali perlustrazioni accade che faccia capolino anche nei giardini di altre case e complice la sua irrefrenabile curiosità e socievolezza verso i bipedi, se gli capita di trovare una finestra o una porta socchiusa, non si lascia scappare l’occasione di fare qualche sopralluogo dentro le abitazioni. Motivo per cui gode di una certa fama presso gran parte del vicinato.
La routine del nostro Mr. P. e della sua famiglia procede serena e tranquilla finché un bel giorno (i fatti risalgono ormai a diverso tempo fa) A. , la mamma di casa, nota un calo nel proverbiale appetito di P. Nei giorni successivi riceve inoltre la segnalazione da parte di alcuni condomini, rispetto alla presenza di piattini di plastica pieni di croccantini posizionati a lato della rampa del parcheggio condominiale che confina con il giardino di P..
A. spiega di non saperne nulla ma comunque provvede a rimuoverli. Passano diverse settimane in cui la routine torna alla normalità, fin quando una sera P. non fa ritorno dai suoi girelli pomeridiani. Tutta la famiglia in apprensione si mobilita nelle ricerche nei dintorni dell’abitazione fino a notte fonda ma del micio nessuna traccia. Nei giorni successivi A. e le figlie provvederanno a distribuire volantini in tutto il quartiere oltre che a pubblicare annunci di scomparsa sulle pagine dedicate dei social network. Dopo alcuni giorni una vicina che conosce bene P. segnala ad A. di aver notato un’inquilina del condominio vicino intenta a rimpinzare P. di cibo. La vicina le racconta inoltre che davanti a un’educata segnalazione del fatto che P. avesse una famiglia riferimento la zelante condomina proseguiva la conversazione dicendo che trovava sempre il gatto affamato e pronto a divorare la sua ciotola, oltre che in cattive condizioni di salute poiché aveva sempre il pelo grigio, sporco e pieno di nodi. Fortunatamente, dopo 10 giorni dalla scomparsa, P. riappare davanti la porta di casa con il pelo rasato e profumato come appena uscito da un salone di toelettatura… felice di essere riuscito a far ritorno a casa ma fortemente provato per la misteriosa esperienza vissuta.
P. passerà le settimane successive in casa senza voler mettere un baffo fuori dalla porta; non ci vorrà molto però prima che la sua felinità lo riporti a superare nuovamente quella soglia appesantito però da un atteggiamento ansioso e controllante che spingerà A. a contattare Chiara, diversi mesi dopo, per farsi aiutare nel cercare di far ritrovare al loro amato felino l'equilibrio perduto e la spensieratezza freak che lo aveva sempre caratterizzato.

Dopo circa un mese dal ritorno ad Itaca del nostro Ulisse felino, arriva ad A. e al marito una comunicazione scritta dall’istituzione competente che notifica una segnalazione anonima di inadeguata gestione del loro gatto e nella quale si invita la famiglia a prendere contatti con l’ufficio preposto. A. provvederà immediatamente a chiarire di persona la situazione con il delegato dell’amministrazione pubblica e successivamente anche la veterinaria curante di P. si farà garante per la famiglia, confermando al delegato circa la premura, la dedizione e l’attenzione da proprietari modello dei bipedi del suo paziente felino.

Vi abbiamo raccontato la storia di P. perché ormai quotidianamente si leggono sui social annunci di recuperi di gatti considerati in stato di abbandono, in pericolo o bisognosi di soccorso solamente perché si mostrano socievoli o perché gradiscono il cibo che gli viene offerto.
Prima di agire varrebbe forse la pena porsi alcune domande e rifletterci un po' su:

- Quando incontriamo un gatto che girella per strada è sempre necessario intervenire?

- Le buone intenzioni che muovono questi interventi rispecchiano sempre un reale bisogno dell’animale o forse parlano più che altro di un bisogno umano?

«Ma se date da mangiare ai gatti che incontrate, cosa vi aspettate che facciano? Che dicano “no grazie, non voglio approfittare, in tutta onestà ho una ciotola a casa che mi aspetta, ma apprezzo molto il gesto. Come se avessi accettato». Che un gatto accolga con entusiasmo il cibo che gli offrite non e` indizio né di abbandono, né di trascuratezza, né di necessità, né di soccorso. Non è indizio di nulla. Sono 10mila anni che i gatti si aggirano tra noi umani esattamente per questo: perché siamo pattumiere a cielo aperto, distributori automatici e gratuiti di cibo». Sonia Campa

Concludiamo infine ricordando che la legge italiana tutela il diritto etologico del gatto domestico, a differenza del cane, di transitare liberamente sul territorio e di non venire spostato da esso se non per comprovati motivi sanitari o di sicurezza (abbiamo approfondito l’argomento qualche puntata fa anche con la nostra consulente legale potete trovare l’articolo sul sito della Gazzetta).

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18 alle 19.

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FB: compagnedibranco
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