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Compagne di Branco

Abbinare fiducia e rigore nell'educazione di un cane

Compagne di branco

di Lia Begani e Valentina Tridente

04 Luglio 2022,15:08

Bentornati cari compagni di branco! Con l’articolo di oggi abbiamo deciso di sganciare una bombetta forse difficile da digerire ma con il pretesto di: «mettiamoci nei panni di» oggi vogliamo parlarvi di quello che può comportare un approccio educativo di coercizione eccessiva e sconsiderata su un cane normo-comportamentale.

Oggi Rino vi racconterà la sua storia nella speranza di farvi riflettere e di fare appello al vostro spirito critico se mai vi dovesse capitare di incontrare sul vostro cammino qualcuno che vi proponga di fare certe cose col vostro cane nel suo percorso educativo.

«Ciao a tutti mi chiamo Rino, attualmente ho tre anni e mi hanno detto che sono un Cane lupo cecoslovacco. Le mie amiche di Compagne di Branco mi hanno chiesto di raccontare la mia storia da quando il mio compagno umano Marcello mi ha portato a casa. Ero con la mia bella mamma in un allevamento super, l’amico umano della mia mamma ci ha curato con affetto e attenzione e quando è arrivato Marcello gli ha spiegato tutto su di noi e l’ha riempito ben bene di domande. Una volta passato questo accurato esame è stato stabilito dall'amico di mamma e da Marcello che io ero il cucciolo più adatto a lui e così è iniziata la nostra vita insieme.

Dopo pochi giorni dall’arrivo a casa un signore, nel recinto dove incontriamo altri cani del quartiere, ferma Marcello dicendo che io avevo tutte le potenzialità di diventare un cane killer (si, gli ha detto proprio cosi… chissà da cosa gliel’avrà fatto pensare… a me sembra quello che voi bipedi chiamate razzismo) e che doveva assolutamente portarmi da un addestratore cazzutissimo, il più cazzuto della città per tenermi a bada. Marcello si è giustificato dicendo che lui era alla sua prima esperienza con un cane come compagno di vita, lo ha ringraziato ed ha accettato di buon grado il consiglio.

Detto fatto: pochi giorni dopo io e Marcello andiamo a conoscere l’addestratore cazzutissimo, per gli amici Mr Cazzutissimo o mr C, che ha detto che un cane come me doveva socializzare da subito, senza perdere tempo. Mr C. mi ha preso e mi ha messo in un recinto con un numeroso gruppo di cani sconosciuti (una quindicina se non ricordo male), tutti adulti e tutti molto seri e tesi mentre Mr C girava in mezzo a noi munito di un lungo bastone utile a sedare eventuali risse che in effetti sono state molto poche durante il lungo percorso che poi avrei dovuto fare là dentro. Che dire, se anche non ci sono state risse la tensione là dentro la si poteva tagliare col coltello: si passava da chi cercava di rendersi invisibile perché spaventato da quella situazione a chi usava la prepotenza o la possessività per chiedere spazio a chi gli stava intorno. Il primo giorno un paio di cani devono avermi scambiato per qualcosa di simile ad una lepre perché ad un bel momento mi hanno puntato e hanno iniziato a predarmi, o rincorrermi che dir si voglia. Amici, ho seriamente temuto per la mia incolumità, io ero solo un cucciolo e sono corso da Marcello al quale è stato intimato di non far nulla perché, a detta di Mr C, dovevo imparare a sbrigarmela da solo. Marcello ha eseguito. Per me tutta questa esperienza è stata molto traumatica.


Oggi a distanza di 3 anni vi posso raccontare cosa ho imparato da questa esperienza con degli altri cani: avere a che fare con i miei simili fa schifo, di loro non mi posso fidare e nemmeno Marcello mi tutelerà, l’unico che può tutelarmi sono io e visto che Marcello non vuole che reagisca quando li incrocio io resisto finché non sono troppo vicini, lì non rispondo più di me e gli spiego ben bene che non si devono più riavvicinare.

Con lo stesso gruppo di cani abbiamo lavorato anche su quello che lì chiamavano obbedienza… Fondamentalmente un misto di strattoni al collo, calci nel sedere e pugni nel costato. Vi giuro che un sacco di volte non ho capito perché Marcello fosse così arrabbiato da urlare ordini che non facevo in tempo a capire. Mr C ribadiva costantemente che non dovevamo essere premiati, il premio doveva essere Marcello… In realtà il premio era riuscire a non buscarle. È stato molto triste vedere Mr C urlare dietro a Marcello perché non eseguivamo i comandi abbastanza bene. Che dire: io amo molto Marcello ma ho imparato a tratti ad avere paura di lui e delle sue reazioni violente ma di fatto non ho ancora capito precisamente cosa è concesso e cosa no e quali sono le cose sufficientemente gravi da meritare una punizione corporale.

Fuori da quel contesto Marcello è una persona pacata, anche dolce e amichevole, insieme facciamo lunghe passeggiate e io gli voglio bene ma ho imparato a non fidarmi fino in fondo, ho sempre il timore e il sospetto che il suo umore possa cambiare da un momento all’altro e che una cosa che un giorno gli sta bene possa non andargli bene domani.”

Si cari amici, oggi l’abbiamo toccata piano ma le nostre educatrici si sono un po’ demoralizzate nel dover continuamente intervenire su cani che una volta subiti certi trattamenti fanno molta fatica a riacquistare fiducia nel mondo e non sempre si recupera del tutto. NB. C’è una via di mezzo tra la coercizione estrema e il buonismo eccessivo per cui non si può nemmeno dire di no al cane, Dal nostro canto crediamo che gli eccessi in entrambe le direzioni possano creare danni.

Con questo articolo non intendiamo giudicare ma abbiamo voluto darvi qualche spunto di riflessione e ricordarvi che ogni vostra scelta o azione può avere effetti a lungo termine sulle emozioni del vostro cane. La visione di noi di Compagne di Branco non esclude a priori di poter entrare in conflitto con il cane se questo ha un sensato scopo educativo, ma è chiaro che il conflitto non può essere la risposta a tutto.

Ci auguriamo infine che questo racconto vi possa far riflettere nella scelta di quale percorso educativo far intraprendere con il vostro quadrupede peloso o diversamente peloso.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di seguire l’appuntamento settimanale di «Compagne di Branco» in podcast su Spotify e in diretta su Radio Parma tutti i mercoledì dalle 18 alle 19.
IG:@compagnedibranco
FB: compagnedibranco



Volete che la foto del vostro beniamino venga pubblicata nel prossimo appuntamento della nostra rubrica? Immortalate i vostri amici mettendo bene a fuoco il loro muso e inviate la foto a compagnedibranco@gmail.com
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