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Cultura

L'hashtag #classicidaleggere concede il bis e torna fra le "tendenze" su Twitter

Lanciato da Massimo Beccarelli di Borgotaro, aveva ottenuto successo nell'estate 2013. Ora è di nuovo protagonista

di Andrea Violi -

06 gennaio 2014, 14:00

L'hashtag #classicidaleggere concede il bis e torna fra le

Da Leopardi a Nietzsche, da Tabucchi a Primo Levi, fino ai libri fondamentali della cultura cinese: su Twitter si moltiplicano da giorni le “segnalazioni” sui libri classici da suggerire a chi ama la lettura. Un successo che ha portato l'hashtag #classicidaleggere a toccare, per la seconda volta in 6 mesi, il primo posto dei «trending topics», degli argomenti che fanno più tendenza in Italia sul social network. L'hashtag è stato lanciato da Massimo Beccarelli, insegnante e amministratore della biblioteca «Manara» di Borgotaro.
Chi l'ha detto che sui social network non si può a parlare di cultura? Massimo Beccarelli è riuscito nell'impresa, lanciando una serie di parole chiave (hashtag) che raccolgono una pioggia di adesioni da tutto il popolo di Twitter. L'hashtag #classicidaleggere ha raggiunto il primo posto degli argomenti più visti d'Italia il 14 agosto 2013 - poco dopo essere stato lanciato - e ha fatto il bis giovedì 2 gennaio. Continuando ad essere molto utilizzato dal popolo di Twitter anche nei giorni successivi. Le notizie sono state approfondite da Gazzettadiparma.it e sono arrivate anche sulla stampa nazionale (Panorama e Corriere della Sera).
«Attenzione!!!! #classicidaleggere è 1° nella Classifica delle Trending Topics», ha scritto Beccarelli in un tweet di inizio gennaio. «Non mi aspettavo questo successo, né che il Corriere potesse interessarsi a una cosa di questo tipo - dice Beccarelli -. L'hashtag era fermo da alcuni mesi, poi un paio di persone hanno ricominciato a usarlo. Io ho dato un contributo» e in breve tempo ha riconquistato il primo posto nelle tendenze di Twitter.
Inserendo #classicidaleggere su Twitter si scopre una pioggia di suggerimenti e di retweet. Molto citati i classici legati ai programmi (e ai ricordi) scolastici: Platone, Ludovico Ariosto, Eugenio Montale, Italo Calvino, Walter Scott («Ivanhoe»), Federico De Roberto («I Vicerè»). Suggerimenti più alternativi: «L'amante» di Marguerite Duras, i libri di George Orwell, fino a «Il giorno del giudizio» di Salvatore Satta, citato come classico della letteratura sarda.
Non mancano suggerimenti legati alla cultura cinese: «Tao Te Ching» e «L'arte della guerra» di Sun Tzu.
Nelle pieghe del dibattito qualcuno lancia una “riflessione”: «Ma perché i #classicidaleggere nei ricordi scolastici di molti erano i #classicidaodiare? A me piacevano anche a scuola. Perché a voi no?».