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Grillo caccia altri 5 parlamentari M5S, nuove defezioni in arrivo

Sempre più probabile la nascita di un gruppo alternativo. I senatori espulsi avevano criticato il leader. Che ha dato loro il benservito sul blog

di Teodoro Fulgione -

07 marzo 2014, 10:11

Grillo caccia altri 5 parlamentari M5S, nuove defezioni in arrivo

 

L'immagine che rappresenta al meglio cosa accade al M5S è quella di una valanga: iniziata con un piccolo smottamento, ovvero un’espulsione e qualche richiamo di Beppe Grillo su blog a inizio legislatura, e trasformatasi in poco tempo in una massa inarrestabile. Una massa confusa, formata da dissidenti, ribelli, dimissionari ed espulsi che, visti i numeri, presto potrebbero confluire in un nuovo gruppo parlamentare a Palazzo Madama.
Altri cinque senatori, infatti, lasciano il gruppo Cinque Stelle al Senato: sono Alessandra Bencini, Laura Bignami, Monica Casaletto, Maria Mussini e Maurizio Romani che sono stati cacciati direttamente da Grillo. Il leader non ha gradito le loro minacce di dimissioni in segno di protesta contro le quattro espulsioni dei dissidenti e gli ha dato il ben servito dal suo blog.
Gli epurati salgono così a 13: gli ultimi cinque; i quattro ribelli Orellana, Battista, Campanella e Bocchino espulsi la scorsa settimana; ed i quattro più datati Mastrangeli, De Pin, Gambaro e Atinori. A questi, inoltre, potrebbero aggiungersi presto altri parlamentari (quattro-cinque secondo fonti interne) sorpresi dalla decisione di Grillo.
«Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie», confida un senatore che cita Giuseppe Ungaretti per spiegare che «ormai ne casca uno dopo l’altro». Il clima interno è avvelenato, aggiunge. Chiede l’anonimato. Confida anche il timore di essere beccato in Transatlantico da qualche solerte spia a parlare con chi non si deve». «Tanto basta per finire tra i cattivi». Tra i cinque stelle («ortodossi», «ex», «espulsi») regna il caos. E non aiuta la notizia dell’invio di una lettera di minacce con proiettili inviata a Lorenzo Battista e al collega Luis Orellana, ma nella quale si citano anche altri dissidenti come Fabrizio Bocchino, Francesco Campanella e Paola De Pin.
«Non ho timore, ma certo non fa piacere», confessa Campanella. «Grillo è fuori dal mondo per la modalità» con cui ha fatto queste altre cinque espulsioni «e perché afferma, di fatto, che lui è il padrone del movimento». Nel gruppo al Senato è il momento dei regolamenti di conti. Volano insulti, parolacce. Il clima si scalda. L'estremo tentativo di una mediazione è irrealizzabile.