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Addio a Luigi Gorrini: fu pilota in guerra

11 novembre 2014, 06:00

Addio a Luigi Gorrini: fu pilota in guerra

Stefano Rotta

Se n'è andato Luigi Gorrini, una delle ultime medaglie d'oro al valor militare in Italia. Era nato ad Alseno nel 1917: aveva 97 anni. Fu anche uno degli ultimi grandi assi dell'aviazione della Regia Aeronautica. Durante la Seconda guerra mondiale gli sono accreditati 19 aerei abbattuti, 15 con la Regia Aeronautica e 4 con l'Aeronautica Nazionale Repubblicana e 9 danneggiati, tra Curtiss P-40, Spitfire, P-38 Lightning, P-47 Thunderbolt e B-17 «Fortezze volanti».

Le sue vittorie sono state conseguite ai comandi del biplano Fiat C.R.42 e dei monoplani Macchi M.C.202 Folgore e M.C.205 Veltro. Gorrini è stato il principale asso sui Veltro, con i quali abbatté ben 14 aerei nemici e ne danneggiò sei.

Sì arruolò nella Regia Aeronautica a 20 anni, nel 1937. Terminato il corso di pilotaggio presso la Scuola di Specializzazione di Castiglione del Lago, fece richiesta di essere assegnato al 3º Stormo Caccia Terrestri, inquadrato nella 2ª Divisione Aerea Borea con sede presso l'aeroporto di Torino-Mirafiori.

Il 17 giugno del 1939 ottenne il trasferimento al reparto ed integrato all'85ª Squadriglia del 18º Gruppo con il grado di sergente pilota. Servì con questa unità fino all'armistizio di Cassibile, l'8 settembre 1943. Poi entrò nelle file dell'Aeronautica Nazionale Repubblicana (ANR) fin quasi al termine del conflitto.

Lo scoppio della guerra, nel giugno 1940, vide il sergente maggiore pilota Gorrini inquadrato nel 18° Gruppo 3° Stormo Caccia. Partecipò alle operazioni contro la Francia dove ebbe il battesimo del fuoco volando sul Fiat CR42 «Falco». Dopo l'avvenuto armistizio con i francesi, il Gruppo venne chiamato a far parte del Cai (Corpo aereo italiano), formato da bombardieri e caccia, che vennero inviati in Belgio per dar manforte all'alleato tedesco nella campagna contro la Gran Bretagna. La sfortunata spedizione ebbe termine nel gennaio 1941 con il rientro in Patria dei velivoli superstiti rivelatisi assolutamente inadatti ad operare a quelle fredde latitudini.

Passato qualche giorno dal rientro, necessario per il riposo e la ricostituzione del Gruppo, vennero destinati in Africa Settentrionale. Il 27 gennaio 1941, presero il volo dall'aeroporto di Pisa, destinazione Asi (Africa settentrionale italiana) dove, attraverso varie tappe arrivarono il 30 gennaio 1941 sull'aeroporto della Mellaha presso Tripoli.

I compiti del Gruppo erano molti, andavano dall'appoggio tattico ai nostri reparti terrestri, alla scorta dei gruppi da bombardamento, alla scorta di convogli navali.

Fu in questo contesto che il sergente maggiore Gorrini conseguì la sua prima vittoria abbattendo un caccia pesante bimotore britannico, un Bristol Beaufighter.

Questa una delle vicende che aveva raccontato in una recente intervista con la «Gazzetta»: nella sanguinante estate 1943 partecipa alla difesa di Roma. Quando Pio XII uscì dal Vaticano, lui c'era. E anche qui, dietro le azioni belliche (di cui si può trovare notizia dai suoi biografi), molti aneddoti. Le aragoste dai pescatori in cambio del controllo sulle barche.

L'incontro con Lina Ricci, a Cinecittà. Poi viene abbattuto sul Volturno. Cade a Pratica di Mare. In radio dicono: «Abbiamo sentito tante madonne che non ci sono sul calendario». Lui: «Volevo vedervi, a 8 mila metri, con la cloche piegata, una parete bombardata, vibrazioni, mare e terra che si avvicinano». Da Ostia, in balia del mezzo, finisce a Pesaro. Atterra, con un colpo, e il maggiore: «Come l'hai ridotto». Di mezzo, un flirt con Susanna Agnelli, finito in una buona amicizia: lei crocerossina in ospedale, lui ferito».

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