Archivio bozze

L'ALUNNO LASCIATO FUORI DALLA CLASSE

Ipsia: il caso della retta deflagra on line

11 novembre 2014, 06:00

Ipsia: il caso della retta deflagra on line

Il caso è deflagrato a livello nazionale. L'agenzia Ansa ieri mattina ha lanciato questo titolo: «Parma, non paga la retta: 17enne non ammesso a scuola» riprendendo il caso sollevato ieri dalla Gazzetta..

La vicenda del ragazzo che frequenta l'Ipsia «Primo Levi» lasciato fuori dalla classe sta facendo dunque il giro d'Italia dopo che la madre aveva telefonato al nostro giornale per protestare: «Non abbiamo potuto pagare i 130 euro. Ma la scuola non è gratuita?».

Il preside ha risposto che il contributo serve per l'assicurazione degli studenti, dal momento che si trovano a operare nei laboratori.

Il sito on line della «Gazzetta» è stato invaso dai commenti dei lettori, spaccati a metà fra chi parteggia per madre e studente e chi è «per le regole che devono valere per tutti».

Il dibattito si è subito animato. E c'è anche chi ha contattato il giornale per offrirsi di pagare la retta al posto della famiglia in difficoltà. Alice ha scritto: «La spesa del libretto posso anche capire che non sia una cosa giusta, ma l'assicurazione direi proprio di si. Poi che la scuola poteva venire incontro alla famiglia evitando di lasciare lo studente fuori dalla classe per 5 ore è un discorso a parte. Ma non è mai stata gratuita la scuola...».

«L'educazione è importantissima - ha scritto invece Straziato - e sinceramente mi sarei aspettato un atteggiamento diverso da parte degli insegnanti».

La replica di Gasper: «Se per sfortuna si fosse fatto male la responsabilità e l'onere di risarcire il ragazzo sarebbero stati della scuola dato che l'assicurazione non lo copriva. Non doveva entrare e giustamente andavano avvertiti i genitori. Cosa che magari è stata fatta!!! Non escludiamolo a priori!».

«E' così - ha vergato Leoprimo - che si favorisce la cultura in Italia. Ancora una volta la burocrazia delle domande, delle soglie di appartenenza a uno scaglione o a quello successivo, diventa il laccio al collo di uno studente. Non è questione di gratuità ma 130 per un libretto di giustificazioni e per l'assicurazione scolastica paiono esagerate. Sarebbe il caso di rivedere il contratto assicurativo».

La classe 5 Moda dell'Ipsia ha precisato: «La tassa obbligatoria per avere il libretto delle giustificazioni, col quale il ragazzo non sarebbe rimasto fuori dalla classe per 5 ore, è di 16 euro e non 130. La mamma dello studente poteva aspettare di parlare col dirigente anziché precipitarsi a chiamare la Gazzetta».

Poi c'è chi non ha rinunciato al commento sferzante: «Io invece vorrei vedere il cellulare del pargolo e quello dei genitori. Perché la gente non paga quello che deve per le cose serie, ma i biglietti da 100 euro per comperare i cellulari ultima moda ci sono sempre!».

Infine «un genitore di un ragazzo di quinta: in qualità di rappresentante dei genitori nel consiglio di classe e di istituto ho avuto modo di dibattere sull'argomento. A fronte di una richiesta di maggiore rigidità nell'applicazione della norma, il corpo docente ha invece sempre affrontato il problema in maniera più soft, discrezionale, invitando i genitori a versare almeno la parte assicurativa, proprio per garantire a tutti il diritto all'istruzione. Sarebbe stato sufficiente andare a parlare con il dirigente scolastico e il problema non si sarebbe posto».r.c.

© RIPRODUZIONE RISERVATA