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Corniglio stravolta: danni per milioni

16 novembre 2014, 06:00

Corniglio stravolta: danni per milioni

CORNIGLIO

Ilaria Moretti

L'acqua ha inghiottito, mangiato, divorato. Con una furia insaziabile ha spezzato strade, trasformato la fisionomia di interi costoni. A oltre un mese dall'alluvione, quello di Corniglio è ancora un territorio ferito, disseminato di cicatrici.

La vista non inganna, i danni ammontano a milioni di euro: 2 e mezzo, secondo le prime stime, quelli ascrivibili alle sole infrastrutture comunali. Oltre una decina i privati che quel maledetto 13 ottobre hanno visto case, cantine, o attività allagarsi. «Tutto il territorio è stato colpito, tutta la sponda sinistra», conferma il sindaco Giuseppe Delsante. Gli occhi di molti oggi sono puntati sulla Miano-Bosco, strada provinciale inaugurata solo nove anni fa, ora interrotta e con una data di riapertura non ancora fissata. Ma ciò che è successo a Corniglio lo si capisce anche percorrendo le strade comunali e le vie interpoderali che portano nei boschi e nei prati: molte sono inaccessibili, la campagna in più tratti è sfregiata. Chi ha avuto l'ardire di avventurarsi lungo i prati negli ultimi giorni è pronto a giurarlo: «L'erosione è impressionante, certi tratti del nostro comune hanno cambiato i connotati: in poche ore è come se fossero passati cent'anni».

Tre le frazioni tuttora isolate, causa interruzione delle strade: Roccaferrara Superiore, Vestana Superiore e Graiana Costa. Se le prime due sono località di sole seconde case, l'ultima ha un abitante, l'unico: Domenico Cavalli. Per rientrare, ogni giorno deve lasciare la macchina a 500 metri dalla sua abitazione e passare per un prato certamente non pianeggiante. Non è un piangersi addosso quello di Corniglio, che alla furia della natura è abituato da sempre: basti pensare alle frane dello scorso anno a Sauna e Curatico o a quella storica, e terribile, del ‘96. Lo ammette anche il sindaco: «Diversi interventi sono in atto o sono stati già eseguiti in questi giorni grazie alla grandissima collaborazione tra i diversi enti». Ma guardarsi intorno è tanto giusto quanto inevitabile e allontanandosi dal capoluogo certi scenari si fanno apocalittici. Dire che Graiana Costa è inaccessibile è un conto, vedere con i propri occhi cosa significa è un altro: qui la strada è stata risucchiata dal canale che le scorreva sotto, quel giorno così potente da spezzare i tubi in cemento come se nulla fosse. «Il 13 ottobre sono venuto qui a controllare verso le 11 e 20 - racconta Luciano Lamoretti, che abita nelle vicinanze - e la situazione era ancora sotto controllo. Tre ore più tardi, verso le 2 e mezza del pomeriggio, la strada non esisteva più». Scuote la testa Valerio Lamoretti, anche lui residente nella zona: «C'è poco da fare: bisogna risolvere il problema. Si devono tagliare le piante nei fiumi e tutti dovrebbero poterlo fare liberamente». In effetti molti corsi d'acqua impazziti hanno provocato danni perché i detriti hanno fatto da tappo: rii e addirittura rigagnoli di cui neanche gli anziani ricordano il nome all'improvviso si sono fatti forti come un fiume in piena. Lo si vede anche salendo a Roccaferrara Inferiore: detriti, segni di erosione. E lavori in corso. Ma è la strada chiusa per Roccaferrara Superiore che impressiona: la vecchia piazzola di sosta del parco non esiste più, l'acqua del canale, in una giornata ancora piovosa, attraversa la strada che è diventata parte di una cascata. Poco più in su un altro rio scorre lungo l'asfalto: ne ha fatto il suo letto. Dall'alto, una Madonnina scampata al disastro sembra vegliare su questo luogo trasfigurato che la natura ha - per ora - strappato agli uomini, trasformandolo in un piccolo Niagara. A Vestana Inferiore si arriva ancora: l'acqua ha picchiato duro lasciando in un tratto solo un cordolo di asfalto che però è stato allargato utilizzando la terra a disposizione. Off-limits invece Vestana Superiore. Qui non c'è stato nulla da fare: la strada è crollata e nella voragine impressiona il grande tubo di cemento divelto. E' restato al suo posto solo il guardrail, traballante nel vuoto. A segnare una strada che non c'è più. A proteggere auto che non passano più.

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