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Maltempo

A Roccabianca il Taro scavalca gli argini: abitazioni allagate

19 novembre 2014, 06:00

A Roccabianca il Taro scavalca gli argini: abitazioni allagate

Paolo Panni

Nella Bassa Ovest ieri mattina è tornato a splendere il sole e, dopo la piena di lunedì che ha tenuto tante persone col fiato sospeso, la gente ha tirato un sospiro di sollievo. Anche se, purtroppo, problemi e danni non mancano. Fra gli ultimi in ordine cronologico, quelli di Roccabianca.

Infatti, ieri, in tarda mattinata, a causa dell’effetto di rigurgito del Po, il Taro ha scavalcato gli argini in località Fasanetti (nella zona a ridosso del ponte di Gramignazzo, da mesi chiuso a causa dei noti problemi strutturali che lo hanno colpito).

L’acqua ha così allagato un’ampia porzione di golena chiusa, arrivando ad invadere anche alcune case, alcune delle quali abitate. Interessate diverse famiglie che si trovano così, ora, a dover fronteggiare i disagi dati dall’acqua, a far la conta dei danni e, nei prossimi giorni, dovranno anche avviare le lunghe e non facili opera di pulizia e sistemazione.

Un’ulteriore tegola, andata ad abbatta resi su una zona, quella della Bassa Ovest appunto, che da ormai non pochi giorni sta facendo i conti con gli effetti del maltempo, sia per quanto riguarda la piena del Po che per quanto concerne gli allagamenti provocati da fossi e corsi d’acqua minori. Tornando alla piena del Po, questa è andata avanti, inesorabile, seppur con quote di incremento molto lente, fino alla tarda sera di lunedì.

Da ieri mattina, nella Bassa Ovest, il Grande fiume ha iniziato di nuovo a perdere quota ed un po’ tutti hanno così tirato un sospiro di sollievo. Specie dopo una notte, quella tra lunedì e ieri, contrassegnata da piogge copiose. E, nonostante il tempo inclemente, tanti i volontari della protezione civile che si sono prodigati per i loro territori.

A Polesine e a Roccabianca, dove il fiume ha raggiunto gli argini maestri, per tutta la notte e anche nelle giornate di ieri, i gruppi di protezione civile «Gian Luigi Ghelfi» di Polesine e «Roccabianca per il Po» hanno effettuato turni di sorveglianza lungo gli argini.

A Zibello, dopo il via libera del sindaco Andrea Censi, il gruppo «Volontari per il Po» ha invece effettuato turni di sorveglianza lungo l’argine consortile del Tombone, rilevato di particolare importanza, lungo 8 chilometri, che oltre a difendere un’ampia golena chiusa, difende anche il tratto di strada provinciale 10 che conduce al ponte sul Po «Giuseppe Verdi».

Ieri, come evidenziato, la Bassa si è risvegliata illuminata da un bel sole. Ed un po’ tutti hanno potuto osservare le conseguenze delle piena del Po.

Allagate tutte le golene aperte, ed in parte anche quelle chiuse di Polesine e di Roccabianca (con l’esondazione in località Fasanetti). Completamente allagata anche l’area dell’Asd «Tiro a volo Po» di Polesine ed alcune cave tra Zibello e Ragazzola. «Risparmiate», grazie alla tenuta dell’argine del Tombone, diverse abitazioni nelle golene chiuse di Zibello, Pieveottoville, Ragazzola e Roccabianca ed anche la Casa di riposo «Santa Lucia».

E diverse famiglie che domenica sono state evacuate, nonostante permangano le ordinanze di evacuazione emesse dai sindaci (in diversi casi recepite con contrarietà da parte degli interessati che si dicevano certi del fatto che le loro case non sarebbero state raggiunte dalla piena) hanno iniziato a fare ritorno nelle loro abitazioni, forti anche del miglioramento del tempo e delle previsioni che sono favorevoli.

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