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Inchiesta

Salso e Tabiano, hotel in crisi

19 novembre 2014, 06:00

Salso e Tabiano, hotel in crisi

LE DOMANDE

 

 

1 - Com’è cambiata la realtà alberghiera di Salsomaggiore e Tabiano negli anni della crisi?

 

2 - Com’è cambiata, se lo è, la tipologia della clientela?

 

3 - Salso e Tabiano rimangono, nonostante tutto, il punto di riferimento per la recettività in provincia di Parma?

 

4 - Com’è il rapporto con Terme S.p.a.?

 

5 - Quanto influisce oggi sulla vostra attività?Cos’è che vi spinge, comunque, ad andare avanti?

 

 

Interviste di Egidio Bandini

 

 

ERNESTO CALLEGARO

Hotel Elite Salsomaggiore Vicepresidente ADAST

 

1 - La crisi di Salsomaggiore nasce prima del 2008: ha seguito il declino del termalismo da 20 anni, acuitosi negli ultimi 3 anni. Sono mancati i grandi alberghi, per cui anche certe manifestazioni di ampio respiro riesce difficile organizzarle; inoltre molti alberghi medio-piccoli sono stati costretti a chiudere e, perciò, siamo costretti a sopravvivere con ciò che rimane del termalismo e con numerose manifestazioni di scarsa redditività.

 

2 - La clientela è cambiata, nel senso che da 10 anni non c’è ricambio generazionale nella clientela termale e si lavora con i turisti storici che però, per motivi anagrafici, diminuiscono. Così ci si rivolge alle manifestazioni sportive, bridgistiche e similari.

 

3 - Rimangono i clienti storici, ma a Parma sono nate migliaia di nuove camere che 20 anni fa non c’erano. In questo modo il capoluogo ha sufficiente recettività da trattenere il turismo culturale, congressuale e fieristico. L’unica eccezione è Cibus.

 

4 - Sicuramente non sono d’accordo con la politica economica delle Terme negli ultimi 20 anni: si poteva fare molto di più. Adesso la situazione è drammatica e questo si riflette sulla situazione dell’intero territorio salsese. Abbiamo un’autovettura di lusso, ma senza motore.

 

5 - La passione per questo lavoro. Io lo faccio da 45 anni e riuscire a sopravvivere in momenti così difficili, mi spinge a mettere più energia e ad investire nella nostra struttura. Questi sforzi ci aiutano ad andare avanti, sperando che le cose cambino in meglio.

 

 

 

QUIRICO LOPARCO

Hotel Primarosa Salsomaggiore AASTA

 

1 - Sino a 10 – 15 anni fa Salso era una realtà importante a livello nazionale e poteva fregiarsene. Oggi siamo talmente decaduti da prendere un turismo di passaggio, a prezzi molto bassi, ossia ci si arrabatta per riempire le camere prendendo ciò che si ha sottomano. Poi ci sono i portali internet che hanno ammazzato il mercato, ma parte della responsabilità è anche degli albergatori che accettano condizioni di prezzi davvero bassi.

 

2 - Anni fa a settembre – ottobre non c’era turismo di gruppi sociali, che erano limitati a metà giugno – metà agosto; per il resto dell’anno c’era turismo individuale. Oggi apriamo sempre e comunque al turismo sociale (ad esempio ai gruppi dai comuni). Purtroppo c’è un tale scoramento che, quando qualcuno chiama, ci si accontenta di qualsiasi cosa.

 

3 - Secondo me, sì. La crisi tocca tutti, ma dobbiamo riconquistare la nostra peculiarità: gli alberghi ci sono e la forza-posti letto (oltre 2000) di Salso e Tabiano è superiore anche a Parma. Questo è il punto da cui ripartire.

 

4 - Il rapporto è, tutto sommato, buono. Purtroppo, se una volta c’erano 1.500.000 curandi, oggi ce ne sono 500.000 e le terme sono in difficoltà: una difficoltà che si riflette sulla città. Debbo dire che molti clienti fanno i complimenti per l’organizzazione delle terme, la gentilezza e l’accoglienza che trovano. A lamentarsi sono davvero in pochi.

 

5 - Io non sono salsese, ma amo Salso e non posso immaginare che la città non sia più la stessa di 20 – 30 anni fa: deve tornare ad essere quella che era. Ci credo e Salso rinascerà: le potenzialità ci sono tutte.

 

 

MARCO NEMORINI

Hotel Roma Salsomaggiore Le Cupole Tabiano ADAST

 

1 -È cambiata e molto, ma la crisi è iniziata già alla fine degli anni ‘90, quando l’INPS ha cessato di riconoscere il termalismo come cura per le malattie. Ci si è cullati sugli anni d’oro e quando è arrivata la crisi non eravamo pronti ad affrontarla. Molti hanno fatto l’errore di aspettare che la crisi passasse, ma è continuato il calo di affluenza, cui si è aggiunto il recente, drastico calo del turismo termale.

 

2 - Oggi abbiamo una tipologia di clientela più positiva. A fianco del termale si è rafforzata la clientela mordi e fuggi e legata alle manifestazioni sportive, al congressuale (poco) e agli eventi musicali.

 

3 - Assolutamente sì. Nonostante la concorrenza di Parma, rimaniamo un punto di riferimento.

 

4 - Il rapporto con le terme è praticamente inesistente, sono come un piccolo feudo a sé stante. Fanno storia a sé e, in sostanza, decidono come vogliono, il che è disarmante, dal momento che le terme sono di proprietà del comune e vivono delle risorse del tessuto economico-sociale del territorio. Interagire con loro è quasi ridicolo: in certe cose sono all’età della pietra, basti pensare al programma di chiusura invernale.

 

5 - L’entusiasmo. È una professione bellissima, per tanti motivi. Forse c’è un po’ di disamore con i clienti che hanno vissuto la belle-epoque di Salso e Tabiano, ma i nuovi arrivati apprezzano il fascino della città: Salso piace. Occorre un cambio di mentalità che, assieme al cambio di clientela e alla volontà di innovare può da ancora molte opportunità.

 

 

MARZIO PORTA

Grand Hotel Astro Tabiano Presidente AASTA

 

1 - È molto peggiorata. Il turismo termale è enormemente diminuito rispetto agli anni passati. Oggi le cure per gli albergatori rappresentano una percentuale di clientela molto inferiore. Inoltre anche il turismo del benessere è in crisi; rimangono il turismo sportivo e quello congressuale.

 

2 - Da una clientela legata quasi totalmente al termalismo, siamo passati ad una clientela legata al turismo di eventi, congressi, pacchetti benessere. Negli ultimi 2 – 3 anni la crisi è peggiorata e prevale il turismo mordi e fuggi; ci mancavano poi i portali internet, che si rivolgono ad una tipologia di cliente che privilegia l’offerta vantaggiosa, disinteressandosi assolutamente della località in cui soggiornare.

 

3 - Assolutamente e no solo in provincia, ma in regione. Rappresentiamo la concentrazione alberghiera più importante dell’Emilia e bisognerebbe ragionare partendo da questo assunto: è un patrimonio che va preservato il più possibile, se non si vuole snaturare la nostra peculiarità.

 

4 - Certo, gli alberghi vanno riempiti, per questo occorre inventare turismi alternativi. Spero nella nuova amministrazione delle terme, che ragioni con noi per promuovere tutto il territorio, cosa che in passato, secondo me sbagliando, non è stata fatta. La promozione delle terme era slegata dalle altre realtà: è vero che ci sono azioni che ognuno degli attori deve fare, ma fatte in modo coordinato possono portare vantaggi a tutti. Spero che chi ha nominato la dirigenza monitori in questo senso. Noi siamo pronti ad intraprendere azioni comuni di rilancio.

 

5 - Gli alberghi non hanno le ruote: rimangono dove sono ed occorre lavorare dove si è. Oggi sposterei l’hotel, non fuori da Salso, ma fuori dall’Italia e di certo non rifarei questo investimento. Chi decide di fare l’imprenditore, oggi, in Italia, deve possedere un misto tra follia e santità…