Archivio bozze

paura in hotel

Esplosione a Londra: salvo cuoco di Varsi

26 novembre 2014, 06:00

Esplosione a Londra: salvo cuoco di Varsi

Erika Martorana

 

Una terribile esplosione, avvenuta lo scorso weekend, probabilmente a causa di una fuga di gas, nell’hotel londinese a 5 stelle «Hyatt Regency - The Churchill», ha visto coinvolto anche il giovane cuoco varsigiano, Mattia Buttarelli, che, fortunatamente, al di là del grande spavento, è uscito illeso dal pericoloso incidente. Dal marzo 2013, il 25enne, figlio dell’ex assessore comunale di maggioranza, Giuseppe Buttarelli, era stato assunto nel ristorante stellato «Locanda Locatelli», situato al piano terra, all’interno della stessa struttura in cui si è verificato lo scoppio.

«Sono volato in Gran Bretagna nel febbraio del 2013 per fare un’esperienza lavorativa all’estero, raggiungendo così il mio gemello Gianlunca, che già da qualche anno lavorava come cameriere proprio a Londra. Dopo poco, ho iniziato a lavorare per il ristorante italiano «Locanda Locatelli», di proprietà del varese Giorgio Locatelli. Mi trovavo molto bene, del resto fare il cuoco è da sempre la mia passione». Ma ecco il suo racconto dell’inferno vissuto nella tarda serata di venerdì scorso: «Erano circa le 23.40 - ha detto -, ero in cucina e stavo terminando con altri colleghi il servizio, quando, all’improvviso, si è sentito un boato fortissimo, come di una bomba! Un attacco terroristico: è la prima cosa che ho pensato. Siamo tutti caduti a terra per il violento scossone e, prima che andasse via la luce, ho addirittura visto passarmi davanti l’onda d’urto dell’esplosione! Sono stati attimi terrificanti: appena si è fatto il buio più completo, ha cominciato anche a caderci addosso parte del soffitto ed eravamo sicuri che fosse crollato tutto. Ricordo l’allarme che suonava prepotentemente ed il fortissimo odore di gas che tutto ad un tratto ci ha avvolti e che mi ha fatto capire la natura dello scoppio. Il primo pensiero è andato a chi poteva essere rimasto ferito al piano inferiore, nella cucina dove era avvenuta l’esplosione. Anche all’esterno l’odore di gas era fortissimo e siamo stati fatti allontanare dai soccorritori per paura di nuove esplosioni o di un’intossicazione». Nel complesso, sono state evacuate più di 500 persone, cinque sono state trasportate in ospedale, mentre altre 9 sono state assistite sul posto; tutta l’area intorno all’albergo è stata immediatamente chiusa. «L’esplosione ha coinvolto anche numerose macchine parcheggiate dinnanzi all’hotel - ha detto -, la conta dei danni è davvero pesante. C’è un grande cratere, ora, sul muro esterno dell’Hyatt: è alto circa due metri e largo un metro; la nostra cucina, invece, non esiste più. Visto che rischiamo una chiusura temporanea fino a tre mesi, se non addirittura la cessata attività, dovrò anticipare il mio volo di ritorno in Italia. È stata un’esperienza che nessuno vorrebbe mai vivere - ha concluso Mattia -, davvero pauroso».

© RIPRODUZIONE RISERVATA