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SUI BUS DI GENOVA

Il nonno che va a caccia di borseggiatori

31 gennaio 2015, 06:00

Il nonno che va a caccia di borseggiatori

GENOVA

Tommaso Fregatti

«I borseggiatori li individuo all'istante. Mi basta guardarli dritto negli occhi e capisco che cosa hanno in mente». Giancarlo S., 72 anni, una vita passata tra le banchine del porto e le officine di operazioni navali, da quando è in pensione dedica anima e corpo a dare la caccia ai ladri che derubano i passeggeri sugli autobus di Genova. Nella sua «carriera» tra denunce, arresti e fermi ne ha assicurati alla giustizia più di 300: «La cosa che mi fa imbestialire - racconta - è che alla mattina li faccio arrestare e due giorni dopo sono già liberi e me li ritrovo di nuovo alla fermata». Giancarlo ogni giorno presidia le principali linee pubbliche cittadine. Macchina fotografica a tracolla per fotografare i «potenziali» borseggiatori e telefonino in mano per chiamare carabinieri e polizia e segnalarli: «Ho cominciato per rabbia - sottolinea - dopo un furto subito da mia moglie e poi ho proseguito». L'altra mattina il «nonno cacciatore» di borseggiatori, che ama farsi chiamare «l'angelo dei bus», ne ha fatto arrestare un altro: un albanese di 42 anni che sul «18» in via Roma aveva appena borseggiato una ragazza di 26: «Ho capito subito cosa avesse intenzione di fare? L'ho seguito e non appena è entrato in azione ho allertato la polizia. Preso. Dall'inizio dell'anno ne ho fatti prendere già cinque». Non sempre fila tutto liscio, però: «Qualche volta riescono a scapparmi - ammette - E' normale vista la mia età e i miei acciacchi. Altre volte mi prendo pure delle botte. Il giorno dell'Epifania una nomade mi ha preso addirittura a borsettate». Ogni volta che ne prende uno, però, si sente meglio: «Diciamo che amo proteggere le persone che si spostano con il bus». Per salire sul bus e svolgere la sua «caccia» è dotato di abbonamento. «Una volta ho provato a chiedere un abbonamento gratis alla direzione - rivela - non mi hanno risposto. E così pago 261 euro di ticket all'anno per controllare che succede». Nel suo pc di casa ci sono centinaia e centinaia di foto di borseggiatori: «Quando non riesco a prenderli li fotografo. Ho un archivio che non ha neppure la scientifica». Nei mesi scorsi per rendere il suo impiego «ufficiale» si è iscritto all'Associazione Carabinieri in congedo: «In questo modo posso collaborare maggiormente con le forze dell'ordine - conclude - E pensare che qualche anno fa un funzionario della Questura fece di tutto per farmi entrare in polizia: ma non si fece nulla? Avevo superato i limiti di età».

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