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OPERAZIONE AEMILIA

Scarpino: tutto questo fango non ha fondamento

31 gennaio 2015, 06:00

Scarpino: tutto questo fango non ha fondamento

Pierluigi Dallapina

Il suo nome è finito sui giornali perché dalle intercettazioni telefoniche alcuni indagati avrebbero voluto portargli in dote un pacchetto di voti in cambio di denaro. «Quando mi sono visto tirato in ballo in quel modo, non mi è caduta in testa una tegola, ma il tetto intero», commenta Pierpaolo Scarpino, il consigliere comunale del Partito democratico oggetto di interesse da parte di alcune persone coinvolte nella vasta operazione contro la ‘ndrangheta.

«Con quella gente non ho mai avuto a che fare. Non ho avuto nessuna frequentazione, la mia vita familiare e professionale è trasparente – spiega Scarpino – e sotto questo profilo sono assolutamente tranquillo. Però sono anche molto amareggiato». E il perché lo spiega ricorrendo a una similitudine. «Il buon nome di una persona è come la sabbia chiusa in un pugno, bisogna tenerla stretta, perché se qualcuno la lascia cadere, è molto difficile recuperarla». In altre parole, il nome pubblicato sui giornali, senza però essere coinvolto nelle indagini, rischia di compromettere una reputazione costruita in anni di lavoro e di impegno politico. Scarpino lo scrive chiaramente anche nella lettera inviata a tutti i consiglieri comunali, per sottolineare la propria estraneità nei confronti di quel mondo di malaffare scoperto grazie al lavoro degli inquirenti.

«Provo grande rammarico e dispiacere perché tutto questo fango, che non ha fondamento – scrive il consigliere – avrà ripercussioni negative sulla mia famiglia e rischia di screditare, senza ragione di essere, il mio lavoro in consiglio. La mia storia politica parla per me. Da quando sono in consiglio comunale non ho mai cercato di favorire qualcuno o qualcosa», commenta il consigliere, la cui apparizione sui giornali, in passato, avveniva solo in occasione di alcune conferenze stampa indette dal Pd sulle politiche sociali. «Ho votato convintamente un ordine del giorno sull'Osservatorio per il contrasto della criminalità organizzata, presentato dal presidente del consiglio comunale Vagnozzi. Voglio contribuire a far sì che tale strumento possa contrastare le infiltrazioni malavitose e l'illegalità», aggiunge Scarpino. «L'infiltrazione della criminalità organizzata è una realtà anche al nord, e per questo va combattuta con determinazione rilanciando e rafforzando l'azione già intrapresa dalla Regione con specifici provvedimenti normativi. È fondamentale monitorare i settori a rischio di infiltrazione e diffondere la cultura della legalità facendo fronte comune fra tutte le forze politiche e della società civile».

Sulla provenienza dei voti che hanno determinato l'elezione in consiglio comunale, Scarpino intende fare chiarezza: «Durante la campagna elettorale sono stato aiutato dalla mia famiglia, dai miei colleghi e da una raccolta di voti condotta porta a porta. Il mio elettorato è stato conquistato in questo modo e non ricorrendo certo all'appoggio di chissà quale gruppo». Sul proprio futuro in consiglio comunale, l'esponente del Pd fa presente che la vicenda mediatica non farà venire meno né la sua presenza sui banchi della minoranza, né il suo impegno politico. «Dimissioni? Non ho intenzione di presentarle. Perché dovrei farlo? Non sono indagato, non ho commesso alcun reato, sono una persona onesta e trasparente».

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