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Ieri il corteo

1500 fiaccole: «No ai tagli sui disabili»

01 febbraio 2015, 06:00

Margherita Portelli

Mille e cento fiaccole alzate e molte più persone, probabilmente oltre le 1500, hanno riempito il centro ieri pomeriggio per difendere i diritti degli studenti disabili. Si sono dati appuntamento in via Verdi i «genitori infuriati», per una manifestazione contro i tagli al servizio di integrazione scolastica. Il corteo ha colorato strada Garibaldi di luci e si è spinto fino alla piazza, sotto i portici del Grano, per far arrivare alla giunta un messaggio chiaro: è impensabile tagliare sui più deboli. Non è bastato, quindi, il dietrofront del sindaco Federico Pizzarotti, che nei giorni scorsi aveva annunciato di aver reperito i fondi per garantire il servizio fino al termine dell’anno scolastico: la cittadinanza pretende rassicurazioni di continuità anche oltre giugno e ieri l’ha dimostrato con una partecipazione massiccia alla protesta, che ha superato anche le aspettative degli stessi organizzatori.

«Avevamo preso 1100 fiaccole, pensando che fossero troppe, invece non sono bastate». Mamme, papà, nonni, bambini e ragazzi hanno marciato e fatto sentire la propria voce, insieme a quella di insegnanti ed educatori. Nessuna bandiera a sventolare, per una manifestazione che, da subito, era stata dichiarata apartitica e apolitica: il no ai tagli sugli educatori è trasversale e condiviso. «Il sindaco è tornato sui propri passi, specificando che fino a giugno il servizio sarà garantito, ma questo non ci basta – spiega Andrea Ielasi, «papà infuriato» -. La scuola è un diritto di tutti e gli educatori non devono essere toccati, né ora né mai. Se i tagli del governo impongono un ridimensionamento dei servizi, si trovi il modo di gestire i fondi disponibili in modo da non farla pagare a chi è meno fortunato. Io Pizzarotti l’ho votato e di sicuro non lo voterò mai più».

Anche Maria Giardino, insegnante in pensione e nonna, ha le idee chiare. «I bambini sono il futuro e Parma era una città all’avanguardia sul piano dell’erogazione dei servizi scolastici – sottolinea -. Non si può tornare indietro». Giovanni Pettinato, padre di due gemelle disabili, spiega il valore del servizio di integrazione scolastica, che affianca gli educatori agli insegnanti di sostegno. «Sono punti di riferimento, un appoggio fondamentale, aiutano i nostri ragazzi ad avere voglia di andare a scuola e di creare relazioni – dichiara -. Il Comune trovi assolutamente una soluzione per garantire continuità al servizio anche in futuro».

«L’attenzione verso i più deboli è un elemento imprescindibile della società civile – aggiunge Antonella Venturini, mamma e cittadina arrabbiata -. Il dietrofront l’abbiamo apprezzato, ma il problema a giugno si ripresenterà». «Si tagli altrove», sostiene Antonella Santoro. I cittadini, insomma, sono ancora preoccupati per l’incertezza che sembra regnare sul futuro prossimo. In un’ora di pacifica e silenziosa fiaccolata, il corteo è arrivato in piazza Garibaldi, dove la folla si è lasciata andare a qualche fischio. Un segnale forte per Pizzarotti, che il giorno precedente, su Facebook, aveva scritto: «Come sindaco, come parmigiano, mi sono preso l’impegno di fare la mia parte per salvaguardare i servizi essenziali della mia città, questo ho fatto finora e questo intendo fare anche nel prossimo futuro», esortando anche Roma a prendersi le proprie responsabilità e ad agire.