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Inchiesta

Colorno, un giorno al mercato

01 febbraio 2015, 06:00

Cristian Calestani

Un paese con un grande potenziale, in buona parte inespresso. Una sorta di nobile decaduta che arranca nel ricordo di una bellezza antica.

E' questa l’idea che i colornesi – intercettati in un freddo venerdì di mercato – hanno del loro paese. I fasti di corte sono ben lontani, ma all’ombra della Reggia si vorrebbe vedere per lo meno un paese più pulito, più controllato (specie in piazza) e magari anche in grado di recuperare quel senso di comunità andato ormai perduto come hanno sottolineato tanti anziani.

«Ci sono un po’ troppi extracomunitari in giro – il pensiero di Giampaolo Marchini -, il decoro del paese non è granché ma soprattutto mancano opportunità di divertimento. Si salvano solo la Reggia e il giardino». Ma le critiche arrivano anche sul fronte parcheggi e sistema di raccolta differenziata.

«Specie nei due giorni di mercato – si sfoga Nunzia Prencipe – è impossibile trovare parcheggi per accompagnare i figli a scuola. E poi con il nuovo sistema di raccolta differenziata così come è stato impostato si trovano rifiuti ovunque. Non è bello uscire di casa al mattino e trovarsi la via piena di sacchetti. La raccolta andrebbe ripensata, magari con orari differenti».

Davanti al bar di via Matteotti anche Armando Ferrari dice la sua. «Ci vorrebbe più lavoro per i giovani – dichiara – e poi un problema storico del paese è quello dei parcheggi, specie nei giorni di mercato. L’accesso alla Venaria andrebbe migliorato, ma su quello so che l’amministrazione comunale si sta muovendo così come per affrontare i problemi di sicurezza idraulica e del giardino e ampliare l’offerta culturale della Reggia dopo il buon lavoro svolto con il Mupac in Aranciaia. Promuovo anche l’Auser, mentre un neo è sicuramente l’abbandono dei rifiuti da imputare però soprattutto all’inciviltà della gente».

Parte invece dal tema sicurezza l’analisi di Rino Tinelli. «Vorrei vedere un maggior controllo della popolazione, specie di chi arriva da fuori. A Colorno ormai vediamo di tutto in termini di delinquenza. Il paese è disgregato e la stessa piazza è in mano ad “altri”. I colornesi hanno paura ad andarci».

Poi, da profondo conoscitore di Reggia e giardino, aggiunge: «il parco fino a qualche anno fa era maggiormente vissuto dalla gente, ma anche lì manca l’adeguata sicurezza. La Reggia invece arriva da un abbandono nell’ultimo anno e solo da poco il sindaco, nominato consigliere provinciale delegato al Patrimonio, ha preso in mano la situazione e qualcosa sta già migliorando».

La nostalgia di un paese unito trapela invece dalle considerazioni di Emanuele Mazzoni. «A Colorno è cambiato tutto - dice -. Non c’è più l’aggregazione di una volta. Alla sera la gente non esce in paese per mancanza di soldi, ma anche per paura. Funzionano molto bene, invece, la sanità e le società sportive. E poi la Reggia andrebbe valorizzata di più».

Oscar Cappa fa rilevare «un po’ di delinquenza di troppo in piazza» ma sostiene comunque che Colorno sia un «paese tranquillo in cui si vive bene».

Essenziale il parere di Jessica Traina: «Purtroppo a Colorno non c’è nulla per i giovani». C’è però chi, con «sguardo forestiero», promuove Colorno. Sono due cittadini da poco residenti in paese.

«Mi sono trasferito da Sabbioneta – dice Valeriano Zanazzi – e sinceramente credo che a Colorno si stia abbastanza bene. Promuovo la Casa della salute dove il personale è gentile ed attento, mentre un appunto lo muovo per il diverso trattamento che viene riservato alle varie aree del paese. Si dovrebbe fare di più anche per gli altri quartieri e non solo per il centro».

Residente a Colorno da un anno anche Stefano Medioli traccia un bilancio positivo. «A Colorno si sta bene – dichiara -. Vivo proprio in piazza. Faccio i complimenti per i servizi della Casa della salute e se devo trovare qualcosa di migliorabile direi i collegamenti pubblici con Parma, specie alla domenica».

 

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