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Allarme

Meningite: già 700 ragazzi in terapia preventiva

01 febbraio 2015, 06:00

Meningite: già 700 ragazzi in terapia preventiva

Monica Tiezzi

Sta meglio il 21enne colpito da meningite nei giorni scorsi, arrivato in gravi condizioni al pronto soccorso dell'ospedale Maggiore mercoledì mattina e di qui finito per tre giorni nel reparto di rianimazione. I medici confermano che il paziente è stato colpito da una meningite meningococcica, una forma acuta e piuttosto pericolosa provocata dal batterio Neisseria meningitidis, ma aggiungono che il «quadro neurologico è in miglioramento, il decorso della malattia è buono e il paziente è lucido e collaborante».

Venerdì pomeriggio il giovane è stato trasferito dalla rianimazione al reparto di medicina interna e ora si trova in una stanza doppia, il che conferma che i medici non ritengono necessario l'isolamento.

Intanto però l'allarme scatenato in città dalla notizia non accenna a fermarsi. Soprattutto perchè il giovane lavoratore parmigiano sabato 24 gennaio, prima che si manifestassero i sintomi della malattia, aveva trascorso la serata in due affollate discoteche: prima il Be Bop di Felino (dove si teneva un evento con molti studenti delle scuole superiori cittadine) e poi il Campus Industry, nei pressi del campus.

È stato anche grazie alla collaborazione dei locali che il servizio di igiene pubblica dell'Ausl ha dato via web l'informazione sul caso, invitando i giovani presenti il 24 nelle due discoteche a sottoporsi in via precauzionale alla terapia preventiva.

La notizia è deflagrata su internet, creando un allarme a volte anche ingiustificato. Il risultato è che, fra giovedì e ieri, oltre 700 ragazzi e ragazze - spesso accompagnati anche dai genitori, perchè minorenni - hanno invaso gli ambulatori dell'igiene pubblica di via Vasari per ritirare gratuitamente gli antibiotici necessari per la profilassi.

La giornata più critica è stata venerdì, con oltre 400 persone controllate da sette medici in altrettanti ambulatori. Ma un centinaio di persone si erano presentate al polo Ausl anche giovedì e duecento circa ieri mattina, giornata nella quale di solito gli ambulatori sono chiusi: ieri hanno fatto un'apertura straordinaria, dalle 8 alle 13, per dare risposta all'emergenza. I cinque medici di servizio hanno lavorato senza sosta e a fine mattinata erano quasi finite le scorte di antibiotici, per cui è stato deciso di fare un rifornimento. Il servizio di igiene pubblica sarà aperto da domani a venerdì dalle 8 alle 12 e giovedì anche dalle 14 alle 17.

La terapia per prevenire la meningite consiste, dicono ancora gli specialisti, in un ciclo di antibiotici in pastiglie: rifampicina (per due giorni), o ciprofloxacina (un giorno), o azitromicina (un giorno). La terapia mira ad eliminare l'eventuale presenza del Neisseria meningitidis nei portatori sani che - spiega un comunicato dell'azienda sanitaria locale - sono il 10% della popolazione generale e il 25% di adolescenti e giovani.

Complessivamente tranquilla comunque la situazione nella sala d'attesa di via Vasari. «I ragazzi sono sereni, un po' meno i genitori», dicono i medici dell'Ausl. Il tam tam sul web ha infatti scatenato illazioni e dato la stura a notizie incontrollate.

«Ad oggi non abbiamo notizia di nessun altro contagio» hanno ribadito anche ieri all'Ausl, spiegando anche che il periodo di incubazione della malattia va generalmente dai tre ai cinque giorni per cui è molto probabile che chi finora non ha accusato alcun sintomo - sette giorni dopo la serata «incriminata» - sia da considerarsi fuori pericolo.

Per fronteggiare l'emergenza è stato istituito anche un numero telefonico (328-4961739) tempestato da giovedì di chiamate: non solo giovani che erano alle due serate o che hanno incontrato nei giorni successivi amici che vi avevano partecipato, ma anche genitori preoccupati, e persino tassisti. «Un conducente di taxi ci ha spiegato che la notte del 24 era in servizio e ci ha chiesto se era il caso che anche lui si sottoponesse alla profilassi», portano ad esempio i medici.

Timori che gli specialisti dell'igiene pubblica ci tengono a ridimensionare, chiarendo che i contagi da persone malate, nel caso di meningite, sono molto rari e avvengono in caso di stretto contatto, ad esempio con baci, scambiandosi bicchieri, o tramite le goccioline di starnuti e tosse. I medici chiariscono anche che la meningite non causa alcuna «contaminazione ambientale» e che i locali coinvolti, loro malgrado, nella vicenda, sono idonei e sicuri igienicamente e possono proseguire regolarmente le attività programmate.

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