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i commercianti

Langhirano: «Servono più iniziative»

02 febbraio 2015, 06:00

Enrico Gotti

Come una squadra che ha fenomeni invidiati da tutto il mondo e che però gioca in una serie minore. A volte si sente Langhirano. Qui è stato inventato il prosciutto di Parma, e qui i vigneti fanno da satellite ad uno dei castelli più antichi e meglio conservati in Europa. I commercianti del centro dicono che il paese ha bisogno di più vita.

Scuotono la testa al pensiero di quanta gente passeggiava nel borgo anni fa, mentre oggi si vedono poche persone, perfino al sabato. Vorrebbero iniziative in grado di attrarre turisti, o anche solo visitatori dal resto della provincia. «E' stato trascurato molto il paese, ci troviamo un paese trasandato, e poche cose per attrarre gente. Quando ero più piccola era più vitale – afferma costanza Montali, dietro il bancone della profumeria Bergonzi della strada centrale del paese, via Mazzini – La sera non c’é nessuno, e anzi c’é paura ad uscire. Prima c’erano più persone legate al paese. Ora i giovani tendono molto a spostarsi. Bisognerebbe rilanciare il paese con più iniziative nel weekend. Il festival del prosciutto era l’avvenimento principe, mi ricordo che veniva gente da tutta Italia apposta, ma poi l’hanno fatta diventare una sagra paesana. Speriamo nella nuova amministrazione, si sta impegnando per risollevare la situazione, ci sono tanti giovani che vi lavorano e stanno facendo bene».

«In tempi di crisi bisogna decuplicare le forze, e i commercianti non possono fare tutto da soli, altrimenti è come lottare contro i mulini a vento – dichiara Ugo Ugolotti, della salumeria Ugolotti di via Tanara, la più antica, fondata nel 1869 –. In altre parole, se il Comune abbellisce il centro, il commerciante è stimolato ad abbellire la propria vetrina. Ma se lo lascia andare... e il paese è stato lasciato andare. Ora si spera che la nuova amministrazione riesca a farlo rifiorire un attimo. Bisogna rivitalizzare il centro».

«A Langhirano non abbiamo un cinema, non abbiamo nulla, - dicono con il sorriso Cinzia e Sara, del forno Moroni, che si trova nella “Rocchetta”, la parte più vecchia del paese, dove c’erano personaggi storici. - un tempo ci conoscevamo tutti, ora non più. bisogna rendere vivo questo paese. Il Prosciutto di Parma viene fatto qui. È un peccato che non ci sia niente per farlo rivivere, sta morendo» «Tutte le volte che ci sono manifestazioni, in questa zona del paese non c’é nulla – aggiunge Cristina Savina, titolare del negozio Nero Oro parrucchieri di via Fratti – ci vorrebbero più iniziative. Ci vorrebbe anche più illuminazione, adesso questo sindaco ci sta lavorando». «E' un paese che sta morendo – ripete Paolo Fattori, del bar trattoria Montelupo di via Vittorio Veneto – una volta stavi in giro fino alle dieci, adesso non c’é più nessuno. C’é il problema della sicurezza: sono aumentati i furti, e se li prendono il giorno dopo sono liberi». Tanti furti sono avvenuti nelle frazioni. Oltre al centro capoluogo, il Comune di Langhirano è suddiviso in 31 località, dove vive metà della popolazione locale, di 10.257 abitanti. La frazione di Pilastro è la più densamente abitata. A far discutere qui è la rotonda, che oltre a non piacere esteticamente, è rischiosa per i pedoni quando attraversano sulle strisce, fa notare un residente, Angelo Borra, mentre va a prendere il giornale. «Ha studiato troppo quell’ingegnere» scherza l’edicolante, Gabriele Terzi, riferendosi al progettista.

«Questo sindaco Bricoli molte cose che non va le ha viste – continua Terzi – ad esempio l’ingresso a Langhirano. Qui partiranno i lavori a marzo per la rotatoria, e un’altra sarà dal campo sportivo».

«Direi che la cosa positiva adesso di Langhirano è il sindaco – dice Ida Marmiroli, della trattoria – osteria Masticabrodo di Arola – all’incontro con gli abitanti della frazione, volevo dire al sindaco che bisogna migliorare l’illuminazione, ma è un tema che ha tirato fuori lui. Un’altra cosa di cui si parla sono le feste campestri. D’estate ce n’é una ogni giorno e un po’ ci danneggiano, anche perché non seguono le stesse regole che dobbiamo seguire noi ristoratori». Spostandosi a Torrechiara, si incontra Maurizio Gardoni, dell’omonima salumeria, uno che parla in dialetto sia con i capitani di industria che cercano i suoi prodotti da tutta Italia, sia con l’operaio che passa nella bottega in piazza. Il prosciutto venduto è sempre lo stesso. Ogni anno Gardoni invia 1800-2000 pacchi a clienti in Europa e nel mondo. «I salumieri oggi sono pochissimi. – dice - Questo paese è stato conquistato dai supermercati, a Langhirano ce ne sono ormai sette. E come fai? Ti devi specializzare, ma occorre tempo. e soprattutto bisogna appassionarsi». Tornando a Langhirano, c’é chi investe nonostante la crisi: «Noi crediamo in questo paese, e in effetti abbiamo in progetto un importante ampliamento a Langhirano. Siamo presenti da oltre 40 anni – sottolinea Mario Chiastra, del Chiastra centro casa – ritengo che a livello locale ci si debba aiutare a vicenda, per far ricrescere l’economica, che un tempo rendeva questo paese il punto di riferimento della Val Parma».