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Cultura

Palatina, quasi 5000 firme contro il declassamento

02 febbraio 2015, 06:00

Palatina, quasi 5000 firme contro il declassamento

Katia Golini

Il traguardo delle 5mila firme è ormai a un passo. 4000 sottoscrizioni sulla piattaforma online e una valanga di fax (il conteggio dettagliato sta procedendo) fanno sì che l'obiettivo sia davvero alle porte. E il messaggio è unanime: «No al declassamento, il governo cambi rotta».

I parmigiani continuano dunque a partecipare alla battaglia in difesa di Palatina e Galleria Nazionale. I promotori della petizione contro il declassamento lo avevano detto fin dall'inizio: «Auspichiamo il coinvolgimento dei cittadini». E oggi, con la stessa convinzione, affermano: «Il risultato è infinitamente superiore alle aspettative».

In effetti la mobilitazione c'è stata eccome. I parmigiani si sono fatti sentire e sono riusciti a coinvolgere mezzo mondo. La notizia del «downgrade», infatti, ha avuto risonanza all'estero grazie ai contatti che studiosi, docenti e intellettuali hanno avuto negli anni con la Pilotta. Chi con la Galleria, chi con il Museo Bodoniano, chi con i preziosi testi custoditi in Palatina. «Sono molto triste di sentire che la Biblioteca è sottoposta a questo declassamento - recita uno dei commenti arrivati da Gerusalemme -. La Palatina possiede una delle collezioni di manoscritti ebraici più importanti del mondo. Declassarla significa interrompere, senza dubbio, la possibilità di intraprendere progetti internazionali che portano a Parma orgoglio e opportunità di lavoro».

Hanno preso posizione in queste settimane istituzioni museali e singoli cittadini di tutt'Europa. Ci sono messaggi di solidarietà e di appoggio all'appello da Argentina, Gran Bretagna, Stati Uniti.

Oltre agli studiosi ci sono i parmigiani, tanti parmigiani. «Firmo perché ritengo questa scelta l'ennesima dimostrazione di come le scelte politiche, che rispondono ad una mera questione economica, vadano a svilire la cultura, le arti, la storia del nostro Paese, impoverendolo proprio in quei settori che dovrebbero essere salvaguardati perché testimoni di una "qualità italiana" che gli altri Paesi ci invidiano» scrive Daniela.

E ancora: «Firmo affinché sia la Galleria Nazionale, sia la Biblioteca Palatina mantengano, a Parma e nel mondo, l'importanza che meritano». Oppure: «La bellezza salverà il mondo. E Parma non deve perdere la propria bellezza e la propria anima se vuole guardare al proprio futuro». «Declassare significa squalificare».

Poi c'è chi entra nel merito delle riforma-Franceschini: «Senza campanilismo (sono reggiano) non credo che i tesori d'arte di Parma siano inferiori a quelli di Modena (dove la biblioteca non è stata declassata, ndr)». E chi rincara al dose: «Ritengo che la decisione sia stata presa con superficialità senza valutare attentamente l'importanza della Palatina e della Galleria Nazionale».

 

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