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Serie A

Parma col cuore, ma vince il Milan (3-1)

02 febbraio 2015, 06:00

Parma col cuore, ma vince il Milan (3-1)

Sandro Piovani

Il Parma resiste e bene un’ora prima di arrendersi al Milan e portare a casa la diciassettesima sconfitta in campionato. In sintesi si può dire che le individualità del Milan, leggi Menez e Cerci, hanno sconfitto un Parma che alla fine è parso bene organizzato. Ma senza una prima punta di ruolo è difficile poi recuperare. Anche contro un Milan che non è sembrato certo al top della forma. In ogni caso, stavolta, i crociati hanno messo in campo tutto quello che, al momento e vista la situazione, possono dare. Una sconfitta dignitosa. Che avvicina di un altro passo il Parma alla B: ormai la sentenza sembra scritta.

Da una parte il Milan, dall’altra il Parma. Rossoneri in difficoltà: risultati pochi e allenatore in bilico. Scrivere dei problemi dei crociati è come sparare sulla Croce Rossa: stipendi non pagati, fornitori in attesa di essere saldati, situazione societaria ancora nebulosa (nei prossimi giorni è previsto un incontro tra il sindaco Pizzarotti e il presidente Kodra e forse Taci) e un mercato fatto solo di uscite, almeno secondo le indiscrezioni. Tanto che in panchina ci sono Paletta, Lodi e Rispoli, i tre più chiacchierati per una possibile partenza. Donadoni si affida (come era accaduto in Coppa Italia contro la Juventus) al 4-5-1 con Costa e Lucarelli centrali difensivi, Mariga in regia e Palladino centravanti. Con Rodriguez e Varela chiamati a dar man forte sia al centrocampo che all’attacco. Inzaghi, con i nuovi Bocchetti e Destro subito in campo, schiera un 4-2-3-1 con Van Ginkel e Poli a far da collante tra difesa e attacco. Una difesa dove gioca l’ex Zaccardo.

La prima ghiotta occasione (sprecata) è del Parma, al 6': cross dalla sinistra di Gobbi e Noverino, tutto solo in area, scivola calciando. Il Parma gioca con calma sfruttando anche alcuni errori di misura dei rossoneri. Due corner in dieci minuti stanno a dimostrare la supremazia dei crociati. Purtroppo, come spesso è accaduto in questa stagione, alla prima occasione in cui i rossoneri sono entrati in area da rigore, il Parma è andato sotto. Con un rigore assegnato dal quarto uomo Guida, dopo che Zaccardo aveva colpito di testa verso il centro dell’area e Rodriguez, molto vicino al rossonero, aveva deviato di mano. Doveri ha avuto la comunicazione da Guida: rigore. Trasformato, dopo alcune proteste del Parma, da Menez. Passano quattro minuti e Zaccardo segna ma in evidente posizione di fuorigioco. Il Parma stavolta non vacilla. E riprende il suo gioco “slow” ma efficace. Tanto che al 24’ pareggia. Punizione di Galloppa dalla sinistra, testa di Rodriguez e Nocerino (gol dell’ex senza esultanza) sotto misura devia in gol. 1-1 e si riparte. Inzaghi capisce le difficoltà dei suoi e prova a cambiare: Cerci a destra e Honda a sinistra, nella linea a tre che agisce dietro a Destro. Con il Milan che si fa pericolosissimo dopo la mezzora: punizione di Alex dalla destra e palo pieno, la palla arriva a Rami che cerca di piazzare un rasoterra che esce di un nulla. Pericolo scampato. Passano pochi minuti e Mirante rischia di regalare un gol facile al Milan: cross al limite dell’area del Parma, il portiere crociato esce ma non la becca e Destro devia con la palla che si stampa sulla parte alta della traversa. Un minuto dopo Palladino risponde con bel tiro dai venti metri, alto di poco. Si va verso l’intervallo con il Parma che si fuma due occasioni in pochi secondi: Mariga tira un bel diagonale parato da Diego Lopez, la palla resta lì e Nocerino fallisce la doppietta personale, calciando addosso a un difensore. I fischi di San Siro svegliano il Milan: Destro riceve palla a centro area e tira a botta quasi sicura, con Santacroce che chiude bene e salva. Zero recupero e giusto 1-1 all’intervallo.

Il secondo tempo inizia con il Milan che cambia a centrocampo: fuori il ruvido (e ammonito) Van Gynkel, dentro Essien. I fischi di San Siro svegliano i rossoneri. In particolare Cerci e Menez: poco prima del quarto d’ora il primo parte palla al piede e semina mezzo Parma prima di arrivare al limite dell’area e servire il francese che con un diagonale secco batte Mirante. 2-1 per il Milan. E stavolta si ha la sensazione che i rossoneri abbiano in mano la partita. Donadoni gioca la carta Rispoli: fuori Santacroce. Passano alcuni minuti e il Parma ritrova coraggio. Rodriguez ci prova dal limite: centrale, Diego Lopez para. Entra Mauri, fuori Mariga. Galloppa in regia. Varela a sinistra e Rodriguez a destra. Tocca al Milan aspettare e ripartire. E i rossoneri lo fanno bene, soprattutto Cerci e Menez che da soli mettono la firma sull’impresa, si fa per dire, del Milan. Inzaghi si difende: fuori Destro e dentro Muntari: San Siro non approva e fischia. Ma il 4-3-3 del Milan porta subito al tiro Cerci: Mirante para e devia in angolo. Donadoni riporta Varela a destra e Rodriguez a sinistra. Ma il Milan sfrutta bene le fasce e stavolta è Menez che crossa a centro area dove Zaccardo, che aveva seguito l’azione, spara in porta. 3-1 con il difensore rossonero che non esulta, quasi scusandosi con la curva del Parma. Debutta Haraslin al posto di un deludente Varela. Entra Pazzini, fuori Menez: doppietta e tanti applausi per lui. Il resto è accademia. Prima di archiviare un’altra sconfitta del Parma. Onorevole. Un lungo calvario senza via d’uscita.