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Violenza

Controlla i biglietti sul bus: aggredita da un ragazzo

03 febbraio 2015, 06:00

Controlla i biglietti sul bus: aggredita da un ragazzo

Chiara Pozzati

La brutta fine di questa storia poteva esser già scritta. Lei, controllore, che incassa lo spintone a tradimento e vola all’indietro sbattendo il capo sul marciapiede. L’ennesimo raptus di violenza «on the road» è scattato ieri mattina, alle 11.30, sul bus numero 13 che aveva appena imboccato viale Toschi.

Un colpo violento contro di lei, la cui unica colpa, è stata aver pizzicato un giovane senza il biglietto. Fortunatamente la dipendente di Tep è riuscita ad attutire la botta, non si sa bene come e ha rimediato un lieve trauma cranico e diverse ecchimosi, per una prognosi da 8 giorni di assoluto riposo.

In compenso il giovane di colore, pare sui 20 anni, che l’ha allontanata brutalmente, l’ha fatta franca. Già, perché non si è nemmeno preso la briga di voltarsi indietro. Ha approfittato della brutta caduta della donna per darsi alla fuga. Un’altra esplosione di rabbia «urbana» che si aggiunge a un fitto elenco. Ad innescare la miccia sarebbe stato il controllo sulle generalità del «portoghese».

Sembra infatti che in un primo momento il passeggero pizzicato senza biglietto avesse fornito un nome falso per eludere i controlli. Peccato che gli accertamenti stessero per rivelare il teatrino e il giovane, pur di non prendere la multa da 60 euro, abbia preferito usare le mani. Così, col bus zeppo di passeggeri, accostato alla pensilina di viale Toschi e con le porte aperte, ha agito.

Uno spintone ben piantato e violento che ha colto la malcapitata talmente tanto di sorpresa da farla crollare a terra all’indietro. Fortunatamente non era sola in quel momento e anche grazie all’aiuto dei colleghi sono arrivati i soccorsi. Una vita in trincea quella dei controllori, specialmente di questi tempi quando anche una multa da pochi spiccioli può costare cara. Del resto questi addetti ai lavori, e così pure gli autisti, dei bus parmigiani continuano a ripeterlo: «Non ci sentiamo sicuri, siamo in prima linea». Ed è difficile dargli torto di fronte a casi come questo. Tanti i «pendolari» parmigiani che hanno assistito alla scena sbalorditi e sgomenti.

E se la protagonista dell’episodio non se la sente di parlare, probabilmente ci sono cicatrici più gravi di quelle che spiccano sulla prognosi, qualcuno s’infuria. Si tratta di un uomo che ha visto tutto: «Sono disgustato – tuona risoluto –: questo controllore poteva morire. Se avesse sbattuto più violentemente contro il marciapiede, a quest’ora, non ci sarebbe più».

Fortunatamente però la dipendente di Tep è riuscita in parte a proteggersi, pur cadendo all’indietro. E per avere la percezione della faccenda, basta chiedere a un qualsiasi verificatore o conducente qual è la frase che non vorrebbe mai pronunciare. La risposta sarà sempre la stessa: «Biglietto, prego». Perché, se dici quelle due parole, puoi aspettarti di tutto.