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Un ragazzo non vedente: «Insultato dall'autista»

03 febbraio 2015, 06:00

Un ragazzo non vedente: «Insultato dall'autista»

«Ha chiesto di poter essere avvisato all'altezza dell'ultima fermata. Tutto questo perché lui, studente di 20 anni, è cieco dalla nascita. Ma l'autista ha risposto in modo maleducato e discriminatorio: “Prenditi un accompagnatore oppure arrangiati“».

Ecco la denuncia di una coppia di genitori parmigiani, dopo che il figlio è rientrato a casa da scuola. L'episodio sarebbe avvenuto nei giorni scorsi sulla linea numero 5: «Frequenta il liceo Albertina Sanvitale ed è salito sul mezzo all'ultima fermata di via della Repubblica, appena prima della fontana di Barriera, direzione: via Orazio – il tono della madre del giovane, che si è rivolta direttamente al giornale, si fa sempre più concitato - ha chiesto gentilmente al conducente di avvisarlo, in modo da poter scendere e dirigersi a casa. E' una cortesia necessaria, visto che le fermate non vengono annunciate con l'altoparlante».

La donna chiarisce che tanti elementi sono stati confermati non solo dal ragazzo - «che comunque è arrivato a casa e si è lasciato andare in un pianto liberatorio» - ma anche da altri.

«Sull'autobus, infatti, c'era anche una persona che ha assistito alla scena e, riconoscendo il ragazzo, ci ha confermato l'accaduto. Altri passeggeri poi si sono resi disponibili a rendere testimonianza del fatto». Non una caccia alle streghe, «ma il desiderio che questo autista venga punito. Sia ben chiaro: in questi anni abbiamo conosciuto moltissimi autisti Tep disponibili ed educati. Si tratta di uomini e donne intelligenti che evidentemente conoscono il detto “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla. Sii gentile. Sempre”. Però qui si tratta di servizio pubblico. E la collaborazione dei conducenti dovrebbe essere garantita dall'azienda, non lasciata al buon senso o all'intelligenza di chi guida il bus».

Secondo i genitori infatti, «non è chiaro se Tep abbia preso effettivamente provvedimenti nei riguardi del dipendente. Abbiamo chiesto e ottenuto un incontro con un responsabile, per chiarire la situazione e valutare come procedere. L'azienda si è rifiutata di organizzare un incontro con l'autista o di darci il suo nome, ci hanno detto genericamente che l'autista verrà richiamato o sospeso. Il risultato è che molto probabilmente nostro figlio incontrerà ancora questa persona e noi non abbiamo modo di sapere come questa si comporterà».

L'AZIENDA: «PUNIREMO IL DIPENDENTE, MA SOLO SE I FATTI SARANNO PROVATI»

Ancora nessuna versione «documentata» da parte dei testimoni, ma in tutti i modi Tep si è «attivata affinché da oggi in avanti il ragazzo sia assistito da parte del personale viaggiante sulla linea 5, per agevolare salita e discesa dal mezzo». Ecco in sintesi la replica dell'Azienda di via Taro, dopo la denuncia dei genitori del giovane non vedente che non è passata sotto traccia. «Tep punisce senza indugio tutti i fatti che meritano di essere perseguiti – scrivono nero su bianco dagli uffici - Lo ha fatto in passato (69 provvedimenti disciplinari comminati nel 2014 a seguito di fatti documentati) e continuerà a farlo anche in questa occasione, se i fatti denunciati saranno provati. Le persone che ritengono di aver subito un'ingiustizia devono, però, provvedere a rendere una testimonianza firmata e riproducibile in giudizio. Ad oggi, malgrado le buone intenzioni dichiarate dai genitori, non abbiamo ancora ricevuto la necessaria dichiarazione controfirmata e completa con le generalità dei testimoni presenti al fatto. In mancanza di queste, l'azienda non può procedere ad alcuna contestazione ai propri dipendenti che sono, lo ricordiamo, persone tutelate, come ogni cittadino, da leggi che regolano, fra l'altro, il rapporto di lavoro e la privacy». E aggiungono: «In base alle prove acquisite, Tep potrà valutare una congrua sanzione, sempre commisurata a quanto possibile nella legislazione attuale. A seguito di un eventuale provvedimento, il conducente potrà ricorrere in giudizio qualora si sentisse punito ingiustamente o in modo eccessivo. A questo punto entrerebbe in campo un giudice terzo nei diversi gradi di giudizio. Queste incertezze non permettono al personale di dare certezze sui tempi del procedimento, né sull'entità della sanzione, qualora comminata. Non siamo reticenti, dobbiamo solo tenere un punto di equilibrio fra i diversi diritti al fine di ottenere giustizia, ovunque essa sia». Ch.Poz.

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