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Roccabianca

Raid contro i rivali in amore: patteggia

04 febbraio 2015, 06:00

Raid contro i rivali in amore: patteggia

Non solo le minacce. Anche il fuoco per tentare di punire i presunti amanti della fidanzata. Lo scorso maggio erano andati in fumo 410 balloni di fieno di un'azienda di Roccabianca. E la sede di un'associazione sul Po, a Pieveottoville, era stato in parte incendiato. Un danno da decine di migliaia di euro per cui ieri l'uomo, 32 anni, origini sarde, ha patteggiato 2 anni. Quattro mesi in meno per il complice, 35 anni, anche lui nuorese. Per il primo, non recidivo, la pena è stata sospesa. Ma lo stalker piromane è arrivato anche all'estorsione: tentativo andato male, ma che è andato a sommarsi agli altri reati, a cominciare da quelli di incendio aggravato e danneggiamento da incendio.

Un doppio raid, quel 9 maggio. Dopo aver aspettato il buio per entrare in azione. Prima il gruppetto (anche se solo due sono stati identificati) ha appiccato il fuoco nella sede dell'associazione «Dolce relax» nell'area golenale, poi il blitz nell'azienda agricola «Boscone» di Roccabianca: centinaia di rotoballe distrutte ma anche danni agli edifici, per un danno di oltre 70.000 euro.

Un doppio incendio che è parso subito doloso, ma ben più complesso è stato tratteggiare lo scenario dietro il doppio atto vandalico. I due sono stati arrestati un mese dopo: sono stati i carabinieri a mettere insieme i tasselli della storia.

Scavando nelle settimane precedenti, è emerso che nel mirino del 32enne sardo c'erano il titolare dell'azienda e uno dei responsabili dell'associazione. Continue minacce, sia telefoniche che con sms, messaggi su Facebook per tentare di intimorire i due che, secondo l'uomo, avrebbero avuto una relazione con la ragazza. Ci sono state anche incursioni dirette nelle abitazioni sia del proprietario del «Boscone» che del responsabile della «Dolce Relax». Ma tra gli obiettivi dell'uomo c'era anche un terzo presunto amante della donna, oltre ad altri due amici «colpevoli» di non averlo avvisato dei tradimenti della ragazza e di non essersi schierati dalla sua parte.

L'uomo, a differenza del complice che doveva rispondere «solo» degli incendi, era accusato anche di stalking. Ma non si è fatto mancare nemmeno un tentativo di estorsione. Al titolare dell'azienda agricola aveva infatti anche mandato un sms ben poco equivocabile: «Caro..., oramai so tutto io alla... gli posso stare solo che vicino... ma tu con tua moglie come farai? Siamo arrivati al dunque, ti conviene preparare un bel gruzzoletto prima che la... ti vada a denunciare per stupro... e non manca molto, domani potrebbe già essere tardi... auguri».

Il 32enne era finito inizialmente in carcere, mentre il complice ai domiciliari. Dopo la sentenza, sono tornati tutti e due liberi. r.c.

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