Archivio bozze

Scomparve nel '38

Majorana, una foto porta in Venezuela

05 febbraio 2015, 06:00

Non fu ucciso, né si suicidò e, tantomeno, si chiuse in un convento. Ettore Majorana, fisico di fama mondiale, cresciuto nel centro di studi atomici di via Panisperna, a Roma, collocato da alcuni esperti tra Newton ed Einstein, scomparso misteriosamente nel 1938, era vivo nel periodo 1955-1959 e viveva in Venezuela, nella città di Valencia. Lo ha accertato la procura di Roma che, dopo aver aperto un fascicolo nel 2011 sulla scomparsa dello scienziato, ha ora chiesto l'archiviazione.

Majorana, nato a Catania nel 1906, nipote di un altro celebre fisico, Quirino, e docente di fisica teorica a Napoli, fece perdere le proprie tracce nel marzo del 1938 dopo avere ritirato i suoi risparmi dalla banca ed aver acquistato un biglietto che, via mare, avrebbe dovuto portarlo da Napoli a Palermo. In una lettera all'amico di Napoli Antonio Carrelli, poi ritrattata, aveva annunciato la volontà di sparire. Alla famiglia lasciò uno scritto nel quale diceva: «Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero. Dopo ricordatemi, nei nostri cuori e perdonatemi». Un messaggio che lasciò spazio alle più disparate interpretazioni. Alla base di quell'allontanamento volontario, probabilmente, le inquietudini legate alle conseguenze delle sue ricerche di fisica nucleare, in particolare, sull'atomo.

Nello stabilire che Majorana, dopo un periodo vissuto in Argentina, dalla quale fuggì dopo essere stato inserito nell'entourage dei peronisti, visse in Venezuela, il procuratore aggiunto di Roma Pierfilippo Laviani ha verificato la fondatezza di quanto ipotizzato già alcuni anni fa: ossia che in una foto scattata nel paese sudamericano nel ‘55, analizzata dal Ris, Majorana, conosciuto col cognome Bini, appare con un italiano, Francesco Fasani, meccanico, subito dopo aver ricevuto un prestito. L'uomo ritratto con Fasani risulta compatibile con i tratti del fisico catanese.

Non solo: «i risultati della comparazione - scrive Laviani nella richiesta di archiviazione - hanno portato alla perfetta sovrapponibilità» dei particolari anatomici di Majorana (fronte, naso, zigomi, mento ed orecchio) con quelle del padre». Fasani, sentito come testimone prima della morte, avvenuta recentemente, spiegò i retroscena di quella conoscenza sottolineando di aver appreso da «tale signor Carlo che Bini non si chiamava così, ma era in realtà uno scienziato italiano molto famoso, e cioè Ettore Majorana». Inviò quindi la foto in Italia, come cartolina di saluto ai parenti, recante la data 12 giugno 1955.

Impossibile stabilire che fine abbia fatto negli anni successivi il fisico italiano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA