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Parma

Via Savani, il quartiere si ribella allo spaccio

05 febbraio 2015, 06:00

Via Savani, il quartiere si ribella allo spaccio

Chiara Pozzati

Bando alla rassegnazione e pure all'abitudine, questa volta per strada ci sono gli abitanti. Ha preso il via ieri sera, poco dopo le 18.30, la «marcia anti-pusher» lungo via Savani.

La marcia dei quaranta

Una quarantina di persone, fra residenti e non, si è riunita in barba alla pioggia per riappropriarsi del quartiere. E gli spacciatori sono fuggiti come lepri di fronte al serpentone di ombrelli e cani al guinzaglio, dove si chiacchiera allegramente e si picchetta l'angolo di via Baratta e quello di via Boccaccio. Poi tutti in via Lanfranco, a frugare fra le ombre di via Ghiretti. Il tutto a testa alta e passo sicuro.

La fuga dei pusher

I «cavallini-vedette», facce fin troppo conosciute da chi popola i palazzoni di via Savani, inforcano la bici e sloggiano, lo stesso fanno i colleghi a piedi. Non serve nemmeno una parola: i signori della «bamba» cedono il passo a questo corteo pacifico e sorridente. E anche le forze dell'ordine fanno la spola avanti e indietro: una volante della questura, senza sirene, veglia discreta mentre il popolo di via Savani dà una bella lezione di civiltà.

«Stanchi di avere paura»

«Sono stanca di aver paura di tornare a casa: ogni volta che metto l'auto in garage il cuore mi balza in gola e rimango senza fiato per paura che qualcuno sbuchi dal nulla – si sfoga una 24enne in cerca di lavoro, che tira fuori il carattere –. Sono loro che devono andarsene».

Giovani e pensionati

Una battaglia che vede in prima linea giovani, ma anche pensionati e intere famiglie, come una coppia di coniugi che per «pattugliare» si è portata dietro anche il cagnolino. E tra la folla incontri anche «forestieri»: «Io vengo dal quartiere Cittadella – spiega ad esempio Giuseppe, agente assicurativo che abita in zona stadio – e credo che questo problema non sia un “guaio” solo per chi abita in questa strada, ma tutta la città ha il dovere di non distogliere lo sguardo».

«Riprendiamoci il quartiere»

Dello stesso avviso anche Gianfranco, che ha lasciato l'appartamento a San Lazzaro per questa «prima»: «Il problema esiste già da tempo – assicura – e se le istituzioni latitano, i cittadini non hanno intenzione di arrendersi». «Non si può andare avanti così, speriamo solo che sempre più parmigiani si uniscano al gruppo per riappropriarsi dei quartieri», rincara la dose Giorgio che, dopo 35 anni in Ghiaia, è approdato in via Savani e non ha nessuna intenzione di abbandonarla. «Si tratta di un'iniziativa popolare che non vuole essere strumentalizzata da nessuno: noi accettiamo i liberi cittadini, ma non vogliamo bandiere o rivendicazioni politiche – scandiscono alcuni organizzatori –. Siamo solo felici che in tanti abbiano deciso di partecipare a questa passeggiata».

Guai a chiamarla ronda

E guai a chiamarla ronda: «Abbiamo un intento ben diverso e lungi da noi proporre un'azione basata sulla forza. Siamo semplicemente stanchi di lasciare il nostro quartiere in pasto a chi non lo merita. Loro sono una minoranza, noi vogliamo tornare a ripopolare le nostre strade e le nostre piazze».

Stasera di nuovo in strada

Così, vedendo anche il buon esito di questa prova generale, la marcia pacifica farà il bis. I cittadini scenderanno in strada anche stasera, sempre a partire dalle 18.30 e sempre in quello che si spera diventi l'ex fortino dello spaccio.

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