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Bassa Est

La manutenzione argina i rischi di esondazioni

06 febbraio 2015, 06:00

Cristian Calestani

«La vegetazione molto fitta negli alvei dei torrenti alle volte può servire. Ed anzi la cosiddetta “tabula rasa” di alberi ed arbusti alle volte può peggiorare le conseguenze di un'ondata di piena». Questa l'affermazione del sindaco di Colorno Michela Canova, nel rispondere ad un'interpellanza del consigliere di opposizione del gruppo Il Comune che vorrei Filippo Allodi, sul tema della pulizia di alvei ed argini. Quello della presenza di vegetazione negli alvei è un tema che da sempre divide i colornesi. Da una parte chi, buttando un occhio a diversi tratti della Parma, ritiene che vi siano troppi alberi ed arbusti e dall'altra chi invece ritiene che in certi punti la presenza della vegetazione permetta di rallentare l'impeto di una piena.

Gli ingegneri idraulici

«Durante la commissione consigliare sulla sicurezza idraulica tenutasi a Colorno - ha chiarito il sindaco - gli ingegneri idraulici presenti hanno dichiarato che proprio la vegetazione molto fitta presente in alveo avrebbe compiuto un'azione di resistenza alla velocità dell'acqua in occasione dell'ultima grande piena del 13 ottobre, sostenendo poi che la cosiddetta “tabula rasa” in determinate situazioni potrebbe peggiorare le conseguenze degli eventi calamitosi».

La buona manutenzione

Le affermazioni della Canova fanno parte di una risposta all'interrogazione di Allodi - diretta per conoscenza anche a prefetto, Consorzio di bonifica parmense e Aipo - in cui si faceva riferimento al fatto che «più volte è stato evidenziato che la pulizia e la buona manutenzione degli argini e dell'alveo del torrente Parma - aveva sostenuto Allodi - sono una condizione fondamentale per scongiurare
il pericolo di esondazione in
caso di piena» aggiungendo poi che «nonostante tante parole dette non sono ancora stati
adottati interventi di manutenzione agli argini ed è di tutta evidenza la fitta vegetazione e la presenza di rami secchi anche di grosse dimensioni nell'alveo del torrente Parma, ma anche in diversi canali affluenti, tra cui in particolare il Lorno». Allodi aveva così richiesto interventi urgenti di pulizia degli argini del torrente Parma e dei canali affluenti e una comunicazione dei lavori in programma in tal senso.

La replica del sindaco

Il sindaco ha replicato dicendo che «la competenza e le risorse per la messa in sicurezza e manutenzione degli argini e degli alvei dei torrenti, canali e fiumi sono riconosciute agli enti a ciò preposti: nella fattispecie Aipo e Bonifica Parmense. Aggiungo che è concesso ad ogni privato, che ne faccia richiesta e venga autorizzato, di rimuovere il legname che giace abbandonato lungo le sponde dei corsi d'acqua e che la richiesta e relativa autorizzazione si rendono necessarie al fine di tutelare l'integrità delle difese spondali che potrebbero essere compromesse dall'utilizzo di macchinari in grado di arrecare danno. Agli atti dell'ufficio Ambiente del Comune - ha concluso il sindaco - sono depositate le numerose segnalazioni inoltrate agli enti competenti in merito a situazioni di rischio potenziale rilevate direttamente o segnalate da cittadini e associazioni».

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