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Prima si fallisce meglio è?

06 febbraio 2015, 06:00

Prima si fallisce meglio è?

Paolo Grossi

Con nove punti in classifica dopo 21 partite il Parma è l'ultima squadra d'Europa. Probabilmente è anche la più vicina all'orlo del precipizio, che in questo caso non è la serie B ma la scomparsa totale del club. Già, perché gli scenari che si possono prospettare sulla base della situazione attuale sono a dir poco nefasti. Passano i giorni e il 16 febbraio si avvicina a grandi passi. Se a quella data Rezart Taci, Ermir Kodra o che per essi non avranno regolarizzato stipendi e tributo arretrati, i giocatori che sono rimasti al Parma metteranno collettivamente in mora la società. Questo dovrebbe bastare a far partire un'istanza di fallimento, con il corollario che i giocatori dopo venti giorni, se nel frattempo la situazione non verrà sistemata, potranno andarsene a costo zero, come in pratica hanno già fatto Felipe, Cassano, Paletta e Pozzi.

Chi non se ne vorrà andare potrà rimanere e provare a tenere alti i colori del Parma, senza garanzie di percepire gli stipendi da marzo in poi, ma maturando ad esigerli come creditori privilegiati in caso di fallimento.

Una parola, quest'ultima, che ormai è stata sdoganata, a proposito del Parma, sui media di tutt'Italia, che provano a quantificare sia i milioni del buco sia la miriade di tesserati a libro paga (230 due anni fa) che avrebbe contribuito non poco a spingere il club nei pressi del baratro.

E allora se fallimento dev'essere (e in assenza di segnali positivi dalla nuova, enigmatica proprietà, è difficile ipotizzare epiloghi diversi) è meglio sbrigarsi. Il Bari l'anno scorso fece la fine che sta per fare il Parma ma in questo periodo i Matarrese portarono i libri in Tribunale e il 20 maggio ci fu l'asta attraverso la quale l'ex arbitro Paparesta, per poco più di quattro milioni si assicurò la società che poté così conservare il titolo in in serie B dopo essersi salvata sul campo. Visto che il Parma non si salverà, la stessa procedura (e i tempi sono ristretti) e un compratore varrebbero al club crociato la salvezza tra i cadetti. A quel punto un aspirante nuovo patron si troverebbe davanti una società snellita da una potente cura dimagrante, da far ripartire con idee e soldini in serie B.

Se in questi giorni si rievoca spesso il caso-Bari è perché traccia la strada che al momento pare più logica per dare un futuro decoroso al club. L'alternativa potrebbe essere il derby con il Fidenza (se si salverà).

Facile immaginare in quale atmosfera possa allenarsi la squadra in queste settimane. Le prove con Juve e Milan sono state oneste, anche coraggiose, e infatti i tifosi le hanno apprezzate.

Difficile chiedere di più a questo punto. Donadoni aveva bisogno di un attaccante da affiancare a Cassano e non solo non l'ha avuto, ma ha perso anche Fantantonio. Ora per rivedere il Parma combinare qualcosa in fase d'attacco non resta che sperare nel ritorno di Belfodil ai livelli di due anni fa. Giocherà centravanti, e questo potrebbe aiutarlo perché di recente ha fatto più spesso l'esterno, ma basterà?

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