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Cala il sipario su Taci. Alborghetti nuovo referente

07 febbraio 2015, 06:00

Paolo Emilio Pacciani

Pensavamo di averle viste tutte, ma ci sbagliavamo di grosso. Rezart Taci, con tutti i suoi burattini (Doca, Giordano, Kodra) e le loro promesse, getta la spugna. Saluta tutti e se ne va, a poco più di un mese da quel 27 dicembre in cui Tommaso Ghirardi gli ha mollato la patata bollente del Parma calcio, società pesantemente indebitata e irrimediabilmente ultima in classifica. La novità è di ieri mattina, ma soltanto nel tardo pomeriggio arriva la conferma con una nota ufficiale, dopo che si erano scatenate le voci più disparate, compresa quella di un coinvolgimento della Barilla (che si è peraltro affrettata a smentire qualunque ipotesi di presenza nel nuovo assetto azionario): «Parma Fc comunica che in data odierna è stato ceduto il pacchetto di maggioranza di Eventi Sportivi Spa, società controllante il club. Il manager di riferimento nominato dalla nuova proprietà è Fiorenzo Alborghetti che con Pietro Leonardi gestirà tutte le procedure per la formazione dei nuovi CdA. I dettagli sulla nuova proprietà Parma Fc saranno diffusi nei prossimi giorni».

Ovviamente anche questa volta l'identità del reale acquirente della squadra è celata dietro ad un muro altissimo di segretezza. Alborghetti è un manager, direttore del personale del gruppo cartiero bergamasco Pigna (conosciutissimo per i quaderni scolastici) - che in serata per bocca del suo presidente Giorgio Jannone ha smentito il coinvolgimento - ma in realtà non è altro che l'ennesima testa di legno che entra in scena in questo teatro dei burattini che, dal 27 dicembre scorso, va in scena quotidianamente sulla piazza di Parma. Solo che, a differenza degli spettacoli di Bargnocla, questo non fa per niente ridere. La speranza è che dietro Alborghetti non ci sia il Mapi Group di Giampietro Manenti (al quale è stato accostato in passato), già tristemente noto alle cronache per un tentativo di scalata al Brescia caratterizzato dalla stessa tattica di Taci: «Domani paghiamo, domani paghiamo» e di soldi nemmeno l'ombra. Dal comunicato della società si apprende che Alborghetti lavorerà insieme a Pietro Leonardi al fine di «gestire tutte le procedure per la formazione dei nuovi CdA». Si tratta dei consigli di amministrazione di Eventi Sportivi, la società controllante, e di Parma Fc, la controllata.

La cosa più evidente in questo ennesimo passaggio è la presenza di Leonardi nei vertici societari. L'ex direttore generale e amministratore delegato è dunque il trait d'union che lega le amministrazioni Ghirardi, Taci e questa nuova realtà. Colpito da un malore poco più di una settimana fa, Leonardi avrebbe lavorato sotto traccia nei giorni scorsi per trovare una alternativa a Taci, che dopo le promesse mai mantenute, e la svendita sul mercato di alcuni dei giocatori migliori, aveva perso ogni traccia di credibilità agli occhi dei tifosi crociati (se mai ne aveva avuta).

Ieri il sindaco Federico Pizzarotti ha chiesto al più presto un incontro con la nuova proprietà: «Voglio un documento ufficiale perché sono preoccupato per la sorte della squadra che rappresenta Parma in Europa. Basta con i prestanome. A questo punto serve chiarezza da parte di questi nuovi acquirenti e spero che sia fatta al più presto». In attesa di conoscere nome e programmi dei nuovi proprietari, non possiamo che ripetere la domanda di sempre: perché mai un imprenditore serio ed onesto dovrebbe accollarsi una società sull'orlo del baratro sia finanziario che sportivo?

Sta di fatto che, come sempre, l'unica cosa che conta sono i fatti. A parlare sono i soldi: se entro il 15 febbraio arriva una paccata di milioni (almeno una trentina, tanto per cominciare a pagare i primi stipendi) sul tavolo si potrà dare ai nuovi proprietari un minimo di considerazione, altrimenti sapremo che sono fatti della stessa pasta di Taci e compagnia cantante. E per il Parma non ci sarà altro futuro che scomparire dal calcio professionistico.

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