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Lutto

Daniele, morire a 35 anni

07 febbraio 2015, 06:00

Daniele, morire a 35 anni

Margherita Portelli

Ha lottato fino all’ultimo, Daniele Murrone. Trentacinque anni, una moglie altrettanto giovane e una bimba di nemmeno due anni sono tre ragioni sufficienti a non mollare, nemmeno quando la malattia sembra impossibile da sconfiggere. Anche se alla fine ha dovuto arrendersi, e accettare un destino inaccettabile, il ricordo di Daniele rimane quello di un ragazzo coraggioso e combattivo, innamorato della sua famiglia e del suo lavoro. Nato in provincia di Cosenza, il giovane calabrese si era trasferito a Parma appena ventenne, insieme al fratello Vincenzo, per trovare lavoro al Nord. Qui si era fatto benvolere nell’azienda in cui, fino a pochi mesi fa (finché la malattia glielo ha concesso), ha lavorato come operaio specializzato. Nel frattempo aveva messo in piedi anche un’attività in proprio, in cui commerciava pezzi di ricambio per le automobili (la Clinica dell’auto, in via Montanara), realizzando così un piccolo sogno. Tre anni fa si era sposato con Valentina e qualche mese dopo era nata Sofia, la piccola che oggi, senza rendersene conto, deve salutare per sempre il suo papà.

«Un ragazzo buono, in gamba – lo ricorda don Severino Petazzini, parroco di Gaione -. Nella nostra parrocchia si erano sposati lui e Valentina, e qui in paese avevano preso casa. Ha combattuto con forza la malattia che da un paio d’anni lo aveva colpito, fino all’ultimo». Parole colme di commozione anche quelle usate dal datore di lavoro di Daniele, Claudio Vescovi. «Un ragazzo di buon cuore, sempre allegro, un gran lavoratore - spiega il titolare delle Veicopal di Vigatto, dove il ragazzo lavorava come operaio specializzato -. Era qui con noi da almeno sette anni: era arrivato come manovale semplice, ma essendo un ragazzo in gamba aveva dato la patente del camion e aveva imparato ad usare diverse attrezzature». La sua grande passione erano i motori e da qualche anno aveva aperto un’attività di commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli. «Daniele aveva forza, carattere, non mollava mai, era una persona davvero combattiva - ricorda il fratello, Vincenzo -. È stata proprio quella grande forza a tenerlo su fino all’ultimo». I funerali avranno luogo oggi, partendo alle 10.15 dall’ospedale Maggiore di Parma per la chiesa di Gaione. Il corteo funebre si sposterà poi al cimitero della Villetta.

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