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Disagi e polemiche

Scuole nel caos. E oggi niente lezioni

07 febbraio 2015, 06:00

Scuole nel caos. E oggi niente lezioni

Patrizia Celi

Polemiche a non finire. Genitori inviperiti, presidi e insegnanti infuriati per l'incertezza sull'apertura delle scuole e per le comunicazioni via facebook. Finchè dal Comune è arrivata una certezza: oggi scuole chiuse, per ordine del sindaco di Parma Federico Pizzarotti. Un provvedimento - spiega il sindaco - motivato dalla necessità di fronteggiare una situazione generale di emergenza venutasi a creare per l'eccezionalità delle precipitazioni nevose, ma anche per prevenire situazioni di pericolo connesse alle condizioni delle strade. Questo in sintesi il testo dell'ordinanza emanata dal primo cittadino ieri intorno alle 13, durante una giornata che ha visto le scuole impegnate in un servizio di accoglimento e custodia di bambini e ragazzi che non avrebbero potuto rimanere a casa o che già erano in viaggio.

«Le scuole sono aperte come punto di accoglienza», aveva dichiarato ieri mattina intorno alle 7.50 il sindaco su facebook e twitter, rassicurando le famiglie che lo seguono sui social network. Una notizia che attraverso il sito della Gazzetta di Parma e le altre testate online locali aveva raggiunto anche i genitori che cercavano informazioni sul web. Nell'incertezza del primo mattino erano state comunque tante le famiglie che avevano tenuto a casa i figli, spesso impossibilitati ad utilizzare l'auto per la neve accumulatasi sulle auto, nelle strade, nei parcheggi e dinanzi ai garage. E poiché gli alunni presenti erano pochi e anche gli insegnanti faticavano a raggiungere gli istituti, nessuna scuola ha potuto svolgere una regolare attività didattica e la maggior parte ha scelto attività comuni come guardare un film e discuterne insieme agli insegnanti. È accaduto negli istituti superiori, dove gli studenti maggiorenni, vista l'impossibilità di fare lezione, hanno abbandonato quasi subito la scuola, mentre i minori (dai 30 ai 50 per istituto) hanno svolto attività di gruppo o recupero.

Salvo D'Acquisto, solo due alunni Per quanto riguarda le scuole secondarie di primo grado (medie) un caso discusso si è verificato alla Salvo d'Acquisto, dove solo due alunni erano entrati e alcuni erano in attesa nel piazzale. Un'insegnante si è recata da loro per avvertirli che non sarebbe stato possibile un regolare svolgimento delle lezioni e i ragazzi, ancora non sotto la responsabilità della scuola, hanno scelto di tornare a casa. Con grande sconcerto di alcuni genitori, che hanno rilevato un problema di sicurezza, perché non era scontato che avrebbero trovato qualcuno ad attenderli. Sull'accaduto è intervenuta la dirigente dell'istituto comprensivo, che ha invitato i genitori a contattarla.

Newton, niente mensa Alla media Newton, per l'impossibilità di provvedere al servizio mensa, sono stati richiamati i genitori di una ventina di ragazzini. Solo 5 alunni hanno frequentato la Vicini, 24 la Ferrari, una trentina la Parmigianino e circa 50 la Puccini. Infine oltre 100 erano gli alunni presenti alla Fra Salimbene, e 130 quelli alla primaria dello stesso istituto comprensivo, la Sanvitale.

Scuole vuote Alcune scuole primarie invece sono rimaste aperte, seppure vuote, come la Zerbini di San Prospero, la Martiri di Cefalonia, l'Adorni e la Bottego. Vuote anche l'Albertelli e la San Leonardo, dove i genitori, vedendo il numero risicato dei bambini presenti all'ingresso, hanno preferito riportarli a casa. La Micheli ha contato solo 4 frequentanti, mentre l'Anna Frank e la Racagni 2.

Meglio in centro Di più i bambini nelle scuole vicine al centro città: una trentina alla Cocconi e alla Corridoni e 15 alla Palli di Fognano. Una quarantina anche i bambini presenti alla Pezzani.

Riscaldamenti in tilt Nelle scuole d'infanzia I delfini e San Paolo nessuna famiglia ha portato il proprio figlio, mentre poche unità di piccoli alunni erano presenti alla Neri. Infine alcuni provvedimenti di chiusura delle scuole sono stati assunti dai dirigenti scolastici, competenti in caso di eventi straordinari come il riscaldamento rotto o l'assenza del servizio mensa. È accaduto ad esempio alle scuole d'infanzia Zanguidi e all'Agazzi di Baganzola per mancanza di riscaldamento e, sempre per lo stesso motivo a Baganzola anche per la primaria Campanini e la secondaria Malpeli.

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