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Emergenza ghiaccio

Incidenti e cadute: 70 ricoveri al Pronto soccorso

09 febbraio 2015, 06:00

Incidenti e cadute: 70 ricoveri al Pronto soccorso

Chiara Pozzati

Distorsioni, spalle e gambe rotte: una settantina di parmigiani finisce all’Ospedale. L’incubo ghiaccio ha picchiato duro sulla prima domenica di sole. Ieri sono stati circa 150 gli accessi registrati in Pronto soccorso, di questi poco meno della metà sono stati causati dalle cadute dovute al gelo. Ma non si tratta solo e sempre di semplici ammaccature da scivoloni sul ghiaccio, ci sono anche profondi tagli che spuntano dalle testoline dei bimbi in braccio ai genitori. E si formano le code di fronte al Triage per una visita volante dopo ruzzoloni su marciapiedi o pozzanghere ghiacciate. Superlavoro anche per i camici bianchi dell’Ortopedia decisamente presi d’assalto per tutto il giorno. Nelle prime cinque ore della giornata, dalle 7,30 alle 12,30, erano già 25 le persone in attesa di essere visitate dopo una brutta caduta. Ma il boom è scattato nel pomeriggio, quando altri parmigiani si sono presentati agli sportelli. Mani gonfie, caviglie doloranti, persino qualcuno che lamentava dolori al polso per l’eccessivo sforzo con la pala in mano. Sguardi rassegnati, anziani rovinati a terra e tumefatti, bimbi in preda alle crisi di pianto. «Purtroppo il mio piccolo è ruzzolato giù dalle scale del palazzo rese viscide dal passaggio degli «spalatori» con le scarpe sporche – spiega una mamma che non si dà pace, mentre il marito stringe tra le braccia il bimbetto tramortito dalla botta in testa -. Spero ci visitino al più presto». E la speranza viene accontentata visto che una giovane dottoressa li accoglie nell’ambulatorio del Triage dopo esattamente cinque minuti.

«Non è possibile – si sfoga una 50enne che aspetta il marito fuori dal Pronto soccorso – stavamo andando a prendere la macchina per la prima volta dopo due giorni di stop forzato nel vialetto ed ecco cosa succede». L’uomo è inciampato proprio a un passo dalla portiera ed è finito lungo disteso: «Ci hanno detto che potrebbe essersi addirittura incrinato qualche costola… passeremo tutta la domenica in ospedale.» conclude la moglie preoccupata mentre aspira nervosa una sigaretta. Se entri rischi anche di vedere qualcuno che conosci, amici di lunga data che si ritrovano e ingannano l’attesa raccontandosi le rispettive vicissitudini. «Resta il fatto che non si può pulire solo alcuni marciapiedi, ricavando un viottolino striminzito tra la neve ammassata– prosegue il coro degli arrabbiati (e ammaccati) -. Ma non dovevano pulire pure le piste ciclabili oggi?». Naturalmente agli interventi «extra» dovuti al ghiaccio, si sommano quelli di routine. Piccoli incidenti domestici, indigestioni, anziani con patologie pregresse che (ri)esplodono prepotenti, sbalzi di febbre che preoccupano e, purtroppo, gli scontri stradali.

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