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Ghiaccio

107 fratture in un giorno

10 febbraio 2015, 06:00

107 fratture in un giorno

Monica Tiezzi

Tre giorni dopo la grande neve, esplode - come ampiamente preventivato - l'emergenza ghiaccio. Ieri, dalla mattina e solo fino al tardo pomeriggio, sono state 107 le persone arrivate al pronto soccorso per fratture dopo scivoloni su neve e ghiaccio. Una situazione già di per sè complicata da gestire, che si inserisce in un quadro di accessi al pronto soccorso da record: 310 solo dall'alba di ieri fino alle 17. In una giornata «normale» il ps riceve in media, nell'arco delle 24 ore, circa 250 persone.

Le cose non erano andate meglio il giorno precedente, la domenica, con il pronto soccorso preso d'assalto da 340 pazienti, di cui una settantina sempre per fratture «da neve».

Fanno capitomboli non solo anziani, ma giovani e anche bambini. Pedoni, ma anche ciclisti e motociclisti. E spalatori «dilettanti», impegnati a liberare l'auto o il vialetto di casa da muraglie bianche. Anche se, chiaramente, gli «over 70» sono fra quelli più a rischio.

Emblematico il caso, riportato da un medico di base, che ha visto coinvolti marito e moglie. Lei, una pensionata di 72 anni, è scivolata sul ghiaccio sabato mentre, con la borsa della spesa, tentava di dribblare le montagne di neve ai lati di un marciapiede della zona nord della città. Immediato ricovero in ospedale e intervento.

Lui, il marito 78enne, rimasto solo in casa e senza provviste, decide domenica mattina di prendere l'auto per andare a fare spesa in un centro commerciale. Appena il tempo di uscire di casa e fare i quattro passi che lo separano dall'auto parcheggiata sotto casa: scivola su una lastra poco prima di raggiungere la portiera. Anche lui con un femore rotto, anche lui candidato ad un intervento chirurgico. Ora è in un letto dell'ortopedia, a pochi passi - magra consolazione - dalla camera di degenza dove si trova la moglie.

«Solo oggi ho avuto cinque miei pazienti ricoverati in ospedale per fratture: un polso, un femore, una tibia, una spalla e un coccige» elenca Francesco Bonagura, medico di base con ambulatorio in via Trento. Che aggiunge: «Ai miei pazienti consiglio di non uscire di casa dopo il tramonto del sole se non è indispensabile. Di notte il ghiaccio è ancora più insidioso».

E le 107 persone con le ossa rotta finite ieri al pronto soccorso non esauriscono la conta dei danni dell'emergenza neve. Ci sono gli ematomi, i traumi cranici, le slogature e le contratture in seguito agli scivoloni.

L'emergenza neve poi coincide quest'anno con il picco dell'influenza stagionale, una influenza che quest'anno ha colpito in modo massiccio tutta Italia, e in modo particolare Parma, una delle province dell'Emilia Romagna con le percentuali più basse di copertura vaccinale.

«Sono giornate non facili», dice con un eufemismo il dirigente del pronto soccorso Gianfranco Cervellin, alle prese anche con le malattie di medici ed infermieri e con la difficoltà di tanti operatori sanitari a raggiungere l'ospedale. «Anche le ambulanze - dice Cervellin - venerdì e sabato hanno avuto problemi a circolare». Per questo il dirigente del ps ci tiene ad elogiare «l'abnegazione che stanno dimostrando medici ed infermieri».

«Lavoriamo a ritmi forsennati, non ricordo da tempo un periodo così - conferma il medico di base Bruno Agnetti, che fa parte della medicina di gruppo San Moderanno, in via Trieste - Facciamo in media 60 consulenze al giorno a testa, il che significa 300 persone al giorno. Quasi tutte per problemi legati all'influenza».