Archivio bozze

ALBORGHETTI E DOCA

Domani ci saranno i soldi

10 febbraio 2015, 06:00

Domani ci saranno i soldi

DOCA: «TACI È STATO SERIO MA I CONTI NON QUADRAVANO»

Dal cancello del centro sportivo di Collecchio, mentre aspetti il nuovo presidente, spunta un'auto. Alla sua guida c'è l'uomo che non ti aspetti. O meglio, che hai aspettato per un mese ma che non hai mai visto. Sì, è proprio lui, Petrit Doka, oggi Pietro Doca, il gioielliere lodigiano con negozio a Piacenza che davanti al notaio Posio ha rilevato le quote azionarie del Parma da Tommaso Ghirardi. Spaventato dal clamore, già il giorno dopo aveva rassegnato le sue dimissioni e non si era più fatto vedere, ma essendo ancora il legale rappresentante della Dastraso Holding, la società che ha comprato il Parma per conto di Taci, ieri doveva essere a Collecchio (insieme al presidente dimissionario Ermir Kodra) per sancire il passaggio di mano al Mapi Group di Giampietro Manenti.

Doca, ma lei cosa ci fa qui a Collecchio?

«Per la trasparenza e per la serietà del lavoro che abbiamo fatto in questo periodo, per quanto non lungo, era doveroso che io fossi qui perché oggi abbiamo dovuto fare il passaggio di proprietà dai vecchi ai nuovi amministratori».

Chi è che invece non è stato serio in questa storia?

«Questo dovete scoprirlo voi, perché un sacco di notizie che avete dato voi non sono serie. Se ve lo devo dire io...».

Ghirardi è stato serio in tutta questa storia?

«Non spetta a noi dire se Ghirardi è stato corretto o meno. La piazza lo sa se è stato corretto, i giocatori lo sanno. Chi è stato serio è sicuramente il signor Taci, che ha preso una società nella quale credeva e per la quale aveva fatto un progetto serio».

E allora perché l'ha mollata?

«Non l'ha mollata. Il signor Taci e gli imprenditori che lo seguivano, hanno avuto la possibilità di vedere bene come erano i conti e hanno scoperto che non erano come gli erano stati prospettati, come pensava. Lui ha fatto anche operazioni che hanno permesso alla società Parma calcio di risparmiare qualche cosa. Mi riferisco alla rescissione del contratto di Cassano e alla cessione di Paletta, che hanno permesso di risparmiare una ventina di milioni».

A quanto ammonta di preciso il debito del Parma?

«Questo non lo sappiamo, lo sanno i commercialisti. Possiamo dire niente e possiamo dire tanto. Dico solo che la piazza può stare tranquilla».

Perché non avete guardato i conti prima di comprare?

«Li abbiamo guardati ma non si può sapere tutto quello che c'è. Lei per esempio sa cosa c'è nella sua cantina?»

Sì, perché sono stato alluvionato e so esattamente cosa c'era prima e so che ora non c'è nulla.

«Beh io invece non so cosa c'è nella mia cantina. A volte trovo cose nascoste che non ricordavo di avere».

Nei conti del Parma c'era qualcosa di nascosto?

«Non lo possiamo dire ma finché non si guarda bene in fondo non si sa mai esattamente cosa c'è. Noi abbiamo ceduto una società trasparente ai nuovi acquirenti».

Manenti ha portato garanzie?

«Ma non gliel'avremmo venduta se non fosse stato così».

E' vero che i nuovi acquirenti l'hanno pagata un euro?

«Se per questo anche noi l'abbiamo comprata a un euro da Ghirardi, ma quello è il valore nominale. Il valore reale è quello dei debiti, sono quelli i numeri che contano». p.e.p.

 

 

ALBORGHETTI: «DOMANI LE PROVE CHE I SOLDI CI SONO»

 

Se Giampietro Manenti è il nuovo presidente del Parma, quello che all'apparenza è il vero uomo forte, quello che sembrerebbe rappresentare gli investitori che ci sarebbero dietro all'amministratore di Mapi Group, è Fiorenzo Alborghetti. E' il manager bergamasco che spiega nel dettaglio come sono andate le cose in questa prima giornata della nuova gestione del Parma calcio. «La giornata odierna ha sancito che Giampietro Manenti è il nuovo presidente e amministratore unico del Parma calcio. Per una questione di tecnicismi derivanti dallo statuto non è stato possibile formare i nuovi consigli di amministrazione, quello di Eventi Sportivi, la società controllante, e quello di Parma Football Club, la società controllata. Lo statuto prevede che per essere validamente costituita l'assemblea straordinaria debba essere convocata con un certo preavviso. In questo caso il preavviso non c'è stato perché avevamo necessità di accorciare i tempi per poter rispettare la scadenza di lunedì prossimo. Visto però che l'assemblea è valida anche nel caso in cui sia presente la totalità dei soci, abbiamo contattato telefonicamente tutti chiedendo la loro partecipazione oggi. Purtroppo all'appello sono mancati in due (Banca del Monte e Giuli; n.d.r.) e quindi non abbiamo potuto procedere con la nomina dei consigli di amministrazione. Per questo abbiamo convocato una nuova assemblea straordinaria per il 19 febbraio in prima convocazione e per il 20 febbraio in seconda convocazione e in quella sede formeremo i Cda che, spero, comprenderanno anche persone di Parma e i soci di minoranza delle due società».

Ma da qui al 20 cosa succede?

«Intanto abbiamo già fatto un bel passo in avanti, perché Manenti assume la piena operatività e potrà quindi fare le operazioni necessarie per rispettare le scadenze».

I soldi per rispettare le scadenze, per pagare i tesserati, quando arriveranno? «In questi giorni...».

Quanto serve esattamente? Venti, trenta, quaranta milioni?

«Anche cento se volete... L'importante è che questi soldi una volta arrivati vanno presi e gestiti, non buttati via come magari è stato fatto in questi anni qua... Noi li gestiremo e risolveremo tutti i problemi finanziari del Parma».

Manenti nei giorni scorsi si è detto molto fiducioso del lavoro che lei si appresta a fare. Ci può anticipare qualche punto? Cosa intende fare?

«No, vi illustrerò tutto nel corso della conferenza stampa che faremo mercoledì prima della partita con il Chievo. Comunque vi posso dire che c'è tutto un piano industriale già preparato che metteremo in essere».

Come mai avete convocato la conferenza stampa solamente per mercoledì e non prima? Cosa dovete aspettare?

«Perché sappiamo che mercoledì saremo in grado di dimostrare la nostra serietà, potremo parlare avendo la prova che facciamo le cose per bene».

Mi sta dicendo che mercoledì ci saranno i soldi? Che pagherete calciatori e tecnici?

«Mercoledì ci saranno i soldi oppure ci sarà la prova che li abbiamo. Porteremo i documenti che attestano l'esistenza di questi fondi. Se possibile pagheremo tutti i tesserati entro mercoledì, altrimenti li pagheremo nei giorni immediatamente successivi, ma in conferenza stampa verremo comunque con le prove che non stiamo raccontando storie, che i soldi li abbiamo e che rispetteremo la scadenza di lunedì».

Si rende conto che i tifosi parmigiani ne hanno già viste di tutti i colori e che non si fidano più di nessuno, vero?

«Certo, li capisco ed è per questo che abbiamo deciso di aspettare fino a mercoledì prima di parlare ufficialmente». A questo punto non resta che aspettare domani. Prima di Parma-Chievo sapremo già se si può festeggiare o meno. p.e.p.