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Manenti: il giorno della verità

11 febbraio 2015, 06:00

Manenti: il giorno della verità

Paolo Emilio Pacciani

Non sarà questo il giorno determinante per capire se Giampietro Manenti fa sul serio o se, come a Brescia, al momento di pagare insorgeranno... impedimenti imprevisti, ma di certo la conferenza stampa indetta per questo pomeriggio al Tardini potrà aiutare a fare un minimo di chiarezza su questa operazione che, al momento, di chiaro ha molto poco.

«Porteremo i documenti»

A rendere speciale questa conferenza di «insediamento», che siamo sicuri attirerà l'interesse non solo del mondo calcistico parmense ma anche di quello italiano, non è tanto «l'incoronazione» urbi et orbi di Manenti quanto il fatto che proprio oggi la nuova proprietà presenterà pubblicamente le prove che i soldi per pagare gli stipendi arretrati di calciatori e tecnici, nonché per andare avanti nella normale gestione della società, ci sono eccome.

Lo ha promesso lunedì pomeriggio Fiorenzo Alborghetti, il manager bergamasco chiamato a gestire operativamente tutta l'operazione e che sembra essere “l'uomo forte”, colui che avrebbe in mano il timone di questa operazione che continua a lasciare scettica la maggior parte dei tifosi e degli addetti ai lavori.

Alborghetti ha detto chiaramente che il rinvio della presentazione ufficiale a domani è stato voluto perché da parte loro c'era la volontà di parlare solo quando erano in grado di dimostrare la solvenza della gestione Manenti. Solvenza che, a dire di Alborghetti, domani dovrebbe essere comprovabile. O con i soldi depositati sul conto corrente del Parma oppure con garanzie bancarie inoppugnabili.

Sarà veramente così? Lo vedremo oggi.

Le domande senza risposta

Alborghetti, così come Manenti del resto, sanno che quella di oggi non sarà una passeggiata per loro. Avranno il compito di rispondere a mille domande che fino ad oggi non hanno trovato risposta.

Innanzitutto chi c'è dietro questa operazione? Che una società come il Mapi Group, con sede in una zona industriale di Nova Gorica e capitale sociale di 7.500 euro abbia disponibilità economiche immediate per almeno una quindicina di milioni (tanto servirebbe per pagare gli stipendi a giocatori e tecnici entro il 16 febbraio) è quanto meno improbabile. Da qualche parte, quindi, questi soldi devono pur arrivare (sempre ammesso che ci siano davvero). C'è chi dice che pecunia non olet, e dopo tutto si accontenterebbe che questi soldi ci fossero veramente, indipendentemente dalla loro origine, ma di sicuro non sarebbe un bel biglietto da visita presentare fondi di origine incerta. Per altro non si tratterebbe di un caso unico in Italia, se è vero come è vero che ancora oggi non è dato sapere chi sia il vero proprietario del Bari, rilevato all'asta dall'ex arbitro Paparesta su incarico di investitori misteriosi.

Manenti dovrà poi spiegare perché si è buttato in questa avventura dopo le “sfortunate” esperienze con Pro Vercelli e Brescia e come mai ha scelto il Parma. La risposta data a Mediaset che «Parma rappresenta una delle sette chiese del calcio italiano» è francamente deboluccia...

Inoltre il nuovo presidente dovrà fare chiarezza su quale sarà il nuovo assetto societario, su come ha intenzione di muoversi da un punto di vista imprenditoriale ma anche sportivo, visto che la retrocessione, per quanto scontata, non è ancora certa.

La verità solo lunedì

Qualunque cosa dica Manenti, in ogni caso, la verità la conosceremo soltanto lunedì, quando scadrà l'ultimatum dei giocatori: o arrivano gli stipendi o scatta la messa in mora. E non li si potrà prendere ancora in giro con ulteriori rinvii.

La diretta su Radio Parma

La concomitanza con la partita delle 18 non rende possibile aprire le porte della sala stampa ai tifosi. Per questo Radio Parma garantirà la copertura in diretta con la radiocronaca a partire dalle 14,30.

L'EX PATRON DEL BRESCIA «CREDERE CHE QUESTA OPERAZIONE VADA A TERMINE E' UNA PAZZIA»
CORIONI NON DÀ NESSUNA FIDUCIA A MANENTI

Il caso-Parma tiene banco non solo da noi, ma un po' in tutto il mondo del calcio italiano.

Delle vicissitudini della società crociata si stanno interessando un po' tutti i media nazionali, oltre che quelli locali. Se ne è parlato lunedì sera a «Tiki Taka» su Italiauno, e ieri pomeriggio a «A tutto campo» su Raidiouno della Rai.

Propio nel corso di questa trasmissione Filippo Corsini ha intervistato l'ex presidente del Brescia Gino Corioni, al quale ha chiesto lumi su Giampietro Manenti, il nuovo presidente del Parma che un paio di anni fa trattò a lungo l'acquisto del Brescia proprio con Corioni.

«Chi è Manenti? Dificcile capirlo - ha risposto Corioni -. Di sicuro è molto bravo a parlare. Me lo presentò un ex giocatore cremonese che però non lo conosceva personalmente. Diciamo che è una persona particolare. Gli auguro che gli vada tutto bene, anche se a Brescia non è stato così».

Insomma, una persona inaffidabile? «Secondo me sì - rincara la dose Corioni -. Però, per carità, se fa quello che ha promesso allora vuol dire che non è un imbroglione ma ha avuto degli incidenti di percorso».

«Con me è andato avanti a lungo dicendo che il giorno dopo avrebbe pagato... E' stata una cosa ridicola. Però non si sa mai nella vita come vanno le cose... Se mi chiede qual è la mia impressione, le rispondo: facciamoci una risata, punto e basta. Ma credere che questa operazione vada a termine è una pazzia».

Insomma, il quadro che l'ex patron del Brescia dipinge di Manenti non è certamente rassicurante. La speranza dei tifosi del Parma e che stavolta sia tutta un'altra storia.r.sp.

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