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Corriere in ritardo: azienda esclusa da appalto

12 febbraio 2015, 06:00

Corriere in ritardo: azienda esclusa da appalto

Roberto Longoni

Il tempo è denaro. E tre giorni (per di più con un weekend in mezzo) potrebbero valere anche due milioni e mezzo di euro, danni morali compresi. Già, di danni si parla: quelli richiesti nella causa intentata da un'impresa di costruzioni parmigiana nei confronti di una ditta di spedizioni di livello nazionale, attraverso il Movimento nuovi consumatori. Il motivo? Quei tre giorni di ritardo (sabato e domenica compresi, appunto) con i quali il plico con l'offerta è arrivato a destinazione sono stati più che sufficienti perché l'azienda finisse fuori gara. E perdesse una commessa da due milioni e 350 mila euro.

«E pensare che al 99 per cento avremmo vinto». Il titolare dell'azienda preferisce mantenere l'anonimato, ma il ritratto della propria amarezza lo dipinge a tutto tondo. Tempo di crisi nera, di lavoro che non c'è e di pagamenti che non arrivano: un appalto come quello per la realizzazione del Tecnopolo di Cesena avrebbe fatto comodo eccome. «C'eravamo messi d'impegno: per due mesi, uno staff di ingegneri s'era concentrato sul progetto». Fino all'ultimo giorno utile era stato sfruttato, prima di quel giovedì mattina di fine agosto del 2013, quando i tre chili abbondanti della documentazione finirono in una grossa busta bianca con l'intestazione dell'azienda e, in bell'evidenza, la scritta: «Gara d'appalto: il plico deve pervenire entro le ore 13 del 30 agosto 2013».

Quando si tratta di gare d'appalto a breve distanza da Parma, spesso l'azienda consegna il plico attraverso un dipendente. Ma in questo caso, si pensò di risparmiare i 192 chilometri dell'andata e 192 del ritorno. «E' Cesena - allarga le braccia il costruttore -. Una città a un paio d'ore da Parma. Fosse stata San Pietroburgo, ci saremmo mossi con largo anticipo, ma in questo caso non sembrava una missione impossibile». Per di più, la sede dello spedizioniere assicurò che, pagando i 23,75 euro del servizio più rapido, non ci sarebbe stato nessun problema «e che il plico sarebbe stato recapitato entro le 12 di quel venerdì». Nessun problema: la frase magica che spesso, nel Belpaese, i problemi li annuncia.

La risposta dal Comune di Cesena viaggiò in tempi rapidi, questa sì. «Con una lettera, ci chiedevano di andare a recuperare il plico». Sulla busta, ancora sigillata, il timbro del destinatario. Con la data di ricezione in evidenza: «02 set. 2013». Ossia il lunedì seguente al fatidico venerdì, alle 12,15. Un pieno di delusione. Si aggiunsero presto dettagli di non poco conto. «In tutto avevano partecipato sei o sette ditte. Viste le cifre, con il ribasso da noi proposto, avremmo vinto al 99 per cento. Dico 99 perché sul fronte degli appalti non c'è certezza».

Il 2 ottobre, venne così il momento di rivolgersi al corriere. Con una raccomandata, l'impresa raccontò la propria disavventura, ricordando che i costi di progettazione erano stati di 3.800 euro e della perdita una grossa possibilità, «trattandosi di un appalto dell'importo di 2.350.000 euro che avremmo potuto acquisire». La richiesta conclusiva perché la faccenda si chiudesse lì non era particolarmente esosa: «almeno il ristoro delle spese sostenute». Con l'avvertenza finale che, in caso contrario, sarebbero stati chiesti «tutti i danni, diretti e/o indiretti nessuno escluso».

La risposta partì già oltre il termine dei 30 giorni fissato dall'impresa per avere soddisfazione. Lo spedizioniere si diceva spiacente, «tuttavia, la società scrivente non era assolutamente a conoscenza dell'eventuale specifica finalità della merce ed in ogni caso, a nostro parere, i supposti danni di cui trattasi debbono essere considerati del tutto indiretti nonché imprevedibili e, pertanto, non risarcibili». «Eppure - sottolinea il costruttore - sul plico era scritto a caratteri cubitali “gara d'appalto” e il termine ultimo per la consegna». A questo punto, l'impresa decise di rivolgersi al Movimento nuovi consumatori, per portare il caso in tribunale.

«Speriamo che sia fatta presto giustizia: ancora più preziosa in tempi come questi» dice il titolare dell'azienda, al quale ne è capitata un'altra poche settimane fa. «Una gara d'appalto per la manutenzione di fabbricati comunali per 600 mila euro a Piacenza. Scottati dal corriere, spedimmo il plico con una raccomandata 1, che garantisce la consegna entro un giorno. Sarebbe bastato che la nostra documentazione, inviata il 9 gennaio, arrivasse entro le 12 del 12 gennaio. Invece venne consegnata alle 9,10 del 13». Gara saltata, anche qui. «Ho scritto al direttore delle Poste di Parma e di Piacenza, ma ancora non ho avuto risposta». Un po' di ritardo? Ci sta.

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