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Dopo il fango il ghiaccio: rabbia al Montanara

12 febbraio 2015, 06:00

Chiara Pozzati

Le strade di San Lazzaro sono ancora «sotto zero». E nemmeno strada Farnese se la passa meglio: la potatura repentina dei rami (che puzza molto di corsa ai ripari) mette in tilt il traffico. Ma in quartiere Montanara è peggio, molto peggio. L'ambulanza non è riuscita ad approdare sotto casa di un paziente dell'ospedale che deve sottoporsi alla dialisi tutti i giorni. E se lui glissa elegantemente sulla faccenda, troppo provato dalla stanchezza, la rabbia del quartiere si riversa fra i cumuli di ghiaccio che divorano il parcheggio, i marciapiedi, le viuzze laterali.

Così diventa impraticabile la parrocchia, la Casa della Salute di via Carmignani, perfino l'ingresso della Cooperativa Insieme che - assicura Marinella, anima del sodalizio - «ha dovuto tenere chiuso venerdì e ha avuto non pochi guai in questi giorni per riuscire a permettere al pulmino di portare i ragazzi disabili». Polemiche roventi nel quinto giorno nella morsa del gelo. Perché se è pur vero che un placido sole accarezza la città, i lastroni ghiacciati mettono a dura prova non solo le caviglie. «Dopo l'alluvione, questo: il Montanara non ce la fa più». Senza se e senza ma, Tiziano Spinelli, fa il punto da dietro la vetrina. «E' vergognoso, stamattina sono venuti gli spazzaneve per pulire il parcheggio, non hanno avvertito nessuno e la loro presenza ha creato ancor più caos: praticamente hanno stretto le auto parcheggiate in una muraglia di neve, ghiaccio e rottami. Le fermate dell'autobus le abbiamo pulite noi e loro che fanno? Ammonticchiano di nuovo i cumuli...».

La frase rimane in sospeso come la rabbia. «Sette mesi fa abbiamo segnalato la necessità di una nuova potatura, era venuto perfino l'assessore Folli - scuote il capo desolato - . Nessuno ha mosso un dito e i rami sono crollati a raffica. Ne hanno fatto le spese soprattutto i residenti con le loro automobili parcheggiate, a questo punto ci chiediamo: ma costa di più prevenire o curare?». Un conto che si sono fatti parecchi al Montanara. «Ho pulito io l'attraversamento pedonale, ma oggi siamo da capo - si sfoga anche Daniele Greci, storico orologiaio del quartiere - subito dopo l'alluvione abbiamo segnalato un problema coi tombini che non drenano acqua, certo la cura del ghiaccio non aiuta così si formano perennemente pozzanghere ghiacciate e pericolosissime». Anche Simonetta Rastelli, la fiorista, è stata tradita dal gelo finendo rovinosamente sul marciapiede e si massaggia il polso dolorante: «E' scandaloso, i soldi per far sciogliere la neve sugli spalti del Tardini li trovano eccome, per noi no. Anzi si accontentano di risistemare il parcheggio della Coop, perché quella è area mercatale e la presenza delle bancarelle fa comodo al Comune».

Stremati, furibondi, barcollanti su marciapiedi stile pista di pattinaggio anche i residenti over 60 in attesa a una fermata dell'autobus impraticabile. I cumuli sbarrano una delle porte posteriori del mezzo pubblico: salire o scendere, nemmeno a parlarne.

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