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Manenti si presenta ma i dubbi restano

12 febbraio 2015, 06:00

Manenti si presenta ma i dubbi restano

Sandro Piovani

Fidatevi di me, certo. Posso dirlo ai tifosi del Parma. Fidatevi di me». Giampietro Manenti lo dice a metà di una conferenza stampa tribolata. Difficile. Perché in effetti, sempre parlando di tifosi, la prima domanda è la stessa per tutti.

Presidente, ma perché acquistare il Parma che secondo alcune fonti giornalistiche avrebbe 100 milioni di debiti?

«Scusate, ma ci vuole un matto ad acquistare un club a quattro giorni dal fallimento, se non pensassi che questo si può evitare. Se non pensassi che si possa fare qualcosa di importante qui a Parma».

I tifosi del Parma, dopo tante scoppole, hanno messo la corazza. In effetti più di tante parole meglio sarebbe esporre un manifesto con gli attesti degli avvenuti pagamenti.

«Stiamo correndo e rincorrendo il tempo, stiamo cercando di arrivare preparati alla prima fondamentale scadenza di lunedì (16 febbraio ndr). E parleranno i fatti. Abbiamo chiuso l'operazione solo giovedì notte. E a breve verranno eletti i nuovi CdA. Abbiamo preso il Parma molto a ridosso di scadenze importanti. Conto di arrivare per tempo alle scadenze. I fatti faranno la differenza».

La scadenza. La prima di tante. Avete quantificato quanto serve?

«Per giorni e notti abbiamo avuto l'assistenza del dottor Leonardi. E abbiamo quantificato l'impegno sull'immediato (si dice dai 20 ai 30 milioni di euro ndr). Poi prenderemo di petto le altre scadenze. Ma avremo più fiato. Speravamo di arrivare qui già con qualcosa di concreto. Abbiamo accelerato tutte le pratiche per essere pronti. Io sono in carica ufficialmente solo da lunedì».

Ma i pagamenti arriveranno?

«Per prima cosa vogliamo saldare tutta l'Irpef. Forse già domani (oggi ndr). Poi pagheremo gli stipendi. Prima (sempre oggi ndr) in proporzione, poi con il saldo definitivo. Entro il 16. O al massimo il 17 o 18».

Qual è il piano industriale?

«Il piano è quinquennale nel quale siamo certi di ottenere determinati risultati, attraverso determinati passaggi. Uno riguarda la ristrutturazione aziendale, dal punto di vista tecnico o finanziario. Poi vorremmo portare la rosa ad un certo livello. Per fare questo coinvolgeremo investitori non solo italiani: è un piano impegnativo ma credo che si possa raggiungere».

Estenderete i vostri interessi economici?

«Dal punto di vista enogastronomico, nei paesi est Europa e americani, i prodotti di questa terra sono molto apprezzati. Quindi lavoreremo anche sotto questo punto di vista con i nostri partner».

Quindi questa prima tranche di pagamento è a carico di Mapi Group?

«Per ora pensiamo a far fronte all'immediato. Poi cercheremo di veicolare appunto dei capitali di finanziatori. In tempi brevi pensiamo di raggiungere questi numeri. Voi sapete il debito che ha il Parma. Che comunque non è così importante come è stato scritto. Il primo impegno lo prende Mapi Group: entro il 16 di pagare tutta l'Irpef e qualche stipendio. Poi entro la settimana saldare tutti gli stipendi».

Come ha visto la squadra?

«Abbiamo incontrato una squadra che non si è ancora data per vinta. E credo che si sia visto in campo. Posso dire che in diciassette partite che mancano non mi sembra assurdo poterne vincere dieci. Però abbiamo previsto un po' tutto sul risultato sportivo. Dal punto di vista economico comunque vogliamo arrivare pronti al 16 e non prendere altri punti di penalizzazione».

Lei aveva già tentato di prendere il Parma a ottobre.

«A ottobre non avevamo avuto modo di accedere a nulla. Il Parma non era interessato alla Mapi Group».

Qual è la banca che vi affianca?

«Per far fronte in tempi brevi a questi numeri economici si sono messi a disposizione istituti italiani e esteri. Che hanno visto il progetto e quindi hanno capito che c'è la possibilità di ottimizzare il tutto. In Italia sarà Mps a pagare gli stipendi comunque».

Sono previsti anche i pagamenti degli stipendi dei dipendenti?

«Non c'è distinzione. I primi soldi in arrivo vengono divisi in parti eque a seconda di quello che spetta ad ognuno. Con i fornitori parleremo dopo il 16 febbraio, comunque a brevissimo. Per stabilire un rientro veloce».

Ma dove sono i documenti bancari?

«Ma lei mi dà il suo estratto conto?».

Quali banche lavorano con voi?

«Posso anche dirgliele, ma poi? Non credo sia questa la sede».

Mi dica che cosa fa, che imprenditore è?

«Siamo qua per rassicurare la città di Parma...».

Mapi Group cosa fa?

«Detiene Mapi Italia, Mapi Ambiente...».

Non esistono.

«Lo dice lei. Se andiamo a discutere di queste cose ce n'è per sei giorni. Sono discussioni inutili, parleranno i fatti».

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