Archivio bozze

Calcio

Parma sconfitto dal Chievo. Galloppa espulso

12 febbraio 2015, 06:00

Parma sconfitto dal Chievo. Galloppa espulso

Paolo Emilio Pacciani

Presidente nuovo, risultato vecchio. Cambiano gli uomini sulla poltrona di Collecchio ma non cambia l'esito delle partite del Parma che, in casa o fuori, non fa che perdere. Anche ieri, come in innumerevoli altre gare, i crociati non hanno demeritato realmente di perdere, ma la loro cronica incapacità di farsi pericolosi nell'area avversaria, la mancanza di stimoli, di vera voglia di vincere più il solito pizzico di sfortuna hanno fatto sì che a prevalere fossero gli avversari.

Ormai è un calvario destinato a non terminare fino a quando la parola fine non calerà su questa, sciaguratissima, stagione.

I tifosi ignorano Manenti

L'avvenimento del giorno era la conferenza stampa del nuovo presidente, Giampietro Manenti, ma i tifosi della Nord lo ignorano completamente. Nello striscione che accoglie le squadre al loro ingresso in campo invocano il fallimento della società come una catarsi per poter ricominciare da zero. Poi rivolgono tutta la loro rabbia su Ghirardi e Leonardi. Manenti non se lo filano proprio.

Buona partenza

Il Parma parte bene, anche se è sempre un po' timoroso nelle sue azioni. La prima vera palla gol della partita è comunque crociata e arriva già all'8', quando Cassani fa partire un ottimo assist teso a centro area per Nocerino. Il centrocampista colpisce bene al volo ma la conclusione è troppo centrale e Bizzarri non ha difficoltà a neutralizzare bloccando.

Sei minuti dopo tocca a Mariga farsi pericoloso con un tiro al volo dal limite dell'area di rigore clivense dopo una respinta su calcio d'angolo. La palla, colpita di collo pieno, finisce però sopra la traversa.

Al 21' però è il Chievo che va veramente vicino al vantaggio. Hetamj fa letteralmente impazzire Cassani sulla fascia e, arrivato sul fondo, mette dentro per Schelotto. L'ex di turno è tutto solo in piena area e ha il tempo di prendere la mira ma calcia clamorosamente in curva Nord.

Un uomo in meno

Alla mezzora la partita prende una bruttissima piega: Galloppa, che era già stato ammonito pochi minuti prima, entra su Hetamy in maniera scomposta e Rocchi non ha esitazioni nel tirare fuori nuovamente il cartellino giallo e, immediatamente dopo, quello rosso. Il Parma resta così in dieci uomini con un'ora da giocare. Donadoni fa di necessità virtù e trasforma il 4-4-3 in 4-4-1 arretrando Rodriguez e Varela.

Paradossalmente l'espulsione di Galloppa, anziché demoralizzare il Parma lo galvanizza e i crociati aumentano la grinta e il ritmo delle loro giocate. Soprattutto Nocerino e Rodriguez si danno da fare fino a quando, a due minuti dal 45', tocca a Feddal, ieri al suo debutto in maglia crociata, andare al tiro con conclusione che finisce ancora una volta alta.

Si va al riposo con la consapevolezza che il Parma ha giocato meglio del Chievo, pur palesando i cronici problemi in fase di finalizzazione, e che senza l'espulsione di Galloppa la ripresa avrebbe potuto riservare una piacevole sorpresa ai pochi tifosi accorsi al Tardini.

Ripresa fatale

Alla ripresa il Chievo parte subito determinato, conquista due calci d'angolo che restano però senza esito, ma è il Parma a sfiorare il gol al 6' quando, dopo una carambola in area, Feddal da terra calcia e trova la respinta della coscia di un difensore. Immediatamente parte il contropiede che la difesa crociata sventa in extremis.

Al 9' arriva puntuale la doccia gelata: punizione da ottima posizione per il Chievo per fallo di Mariga e Zukanovic pennella una parabola imprendibile a fil di palo che lascia Mirante senza scampo.

Sotto di un gol e di un uomo, Donadoni gioca il tutto per tutto togliendo un difensore, Cassani, e inserendo un centrocampista, Mauri.

Il gol subito, più dell'inferiorità numerica, pesa come un macigno sul morale dei crociati, che come in quasi tutte le altre partite non trovano più la forza, né la motivazione, per reagire.

Per parte loro, i tifosi della Nord trascorrono il resto del tempo ad insultare Ghirardi e Leonardi, ritenuti i veri responsabili della tragica situazione in cui versa il Parma.

Al 23' il raddoppio sembra cosa fatta quando il contropiede del Chievo porta Pellissier a tu per tu con Mirante, ma il portiere è bravissimo a bloccargli la conclusione con perfetta scelta di tempo.

Subito dopo Donadoni butta nella mischia anche Belfodil al posto di Mariga.

Al 35' ancora una super occasione per il Chievo, con Ruben Botta che si ritrova palla tra i piedi al limite dell'area piccola e, tutto solo, si fa rimpallare il tiro da Santacroce.

Al 38' ancora Chievo: Meggiorini colpisce il palo, poi Botta a colpo sicuro si vede deviata in corner la conclusione.

Prima della fine c'è il tempo per il Parma di reclamare un rigore per una trattenuta su Palladino e per il Chievo di fumarsi un altro gol con Birsa.

In attesa di lunedì

Con la retrocessione ormai scritta nel destino, ora non resta che aspettare la scadenza di lunedì per capire se questa società avrà o meno un futuro. Se Manenti manterrà le promesse può darsi anche che i giocatori abbiano un sussulto d'orgoglio e affrontino quel che manca del campionato con un altro piglio. Altrimenti sarà una lunga, interminabile, agonia. E nessuno se lo augura.

© RIPRODUZIONE RISERVATA