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il caso

Sempre meno matrimoni in chiesa

12 febbraio 2015, 06:00

Luca Molinari

Sposarsi in Chiesa? «Sempre meno una tradizione e sempre più una scelta di fede».

Lo dicono i dati statistici e lo confermano i componenti dell'ufficio diocesano per la pastorale della Famiglia. A Parma le coppie che decidono di sposarsi (in chiesa o in municipio), dal 1989 ad oggi, si sono dimezzate. Si è infatti passati da 4,31 matrimoni ogni 1000 residenti all'anno (1989) a 2,45 matrimoni per ogni 1000 residenti/anno (2012). Sempre meno anche coloro che decidono di sposarsi in chiesa. Dal 70% sul totale del 1990 si è passati al 36% del 2012.

«A fronte di questi numeri – spiegano dall'ufficio famiglia - possiamo dire che oggi sposarsi in chiesa è una scelta». Una scelta sostenuta da un percorso di formazione proposto alle parrocchie, che prevede una serie di incontri condotti da un sacerdote e da una coppia di sposi. «Queste iniziative – sottolineano dall'ufficio famiglia - proposte a gruppi costituiti da 6-10 coppie, sono le braccia accoglienti della chiesa verso i futuri sposi».

Poiché molti matrimoni religiosi si celebrano da maggio a settembre, molti di questi percorsi si stanno svolgendo in questi giorni nelle parrocchie. «I ragazzi che li frequentano – proseguono dall'ufficio famiglia - spesso li chiamano “corsi pre-matrimoniali”. L'impegno della Chiesa di Parma è di fare in modo che siano dei cammini di scoperta della bellezza e profondità della chiamata all'amore che Gesù ci rivolge come coppie». Ci troviamo inoltre nell'anno fra i due sinodi sulla Famiglia, voluti da Papa Francesco. «Tutta la chiesa si interroga sul ruolo degli sposi e della famiglia nella comunità cristiana – osservano dall'ufficio famiglia - Ci si interroga anche su come accompagnare le coppie cristiane nella scelta della vocazione al matrimonio, alla famiglia».

Una sfida ribadita anche dal vescovo Enrico Solmi, che ha partecipato al sinodo straordinario sulla famiglia (il vescovo è stato nominato da Papa Francesco tra i padri sinodali).

«Le famiglie – ha dichiarato il vescovo - sono chiamate ad affiancare le persone che decidono di sposarsi e aiutare le giovani famiglie, soprattutto quelle che devono fare i conti con l'arrivo di bambini e quindi col cambiamento del loro stile di vita. La famiglia inoltre deve essere presente in ogni nuova parrocchia con al sua soggettività, sia partecipando alle decisioni della comunità sia come destinataria di scelte pastorali che sostengano l'impegno a fare famiglia».

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