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Condannato

Si finge carabiniere per palpeggiare due donne

12 febbraio 2015, 06:00

Credibile, almeno all'inizio, forse lo era, con alle spalle anni di visione di film e fiction che mettono in scena il lavoro di polizia e carabinieri. Ma dopo poco è diventato chiaro che era un bluff. Peggio, una violenza.

Così un venticinquenne di Collecchio, che ha palpeggiato due donne fingendosi un carabiniere impegnato in perquisizioni antidroga, è finito in tribunale e ha rimediato una condanna a un anno e due mesi per violenza sessuale.

Il fatto è avvenuto a fine dicembre 2012 a Noceto. Sono le cinque del mattino, via vai di gente all'uscita della Barlumeria Bertinelli. Il giovane adocchia due donne, due parmigiane sui quarant'anni, che escono dal locale e si avviano all'auto parcheggiata lì vicino. Le pedina fino in via Medesano e a quel punto inizia la sceneggiata. Mostra loro un coltellino, poi riposto nella tasca della giacca (non proprio il «modus operandi» delle forze dell'ordine, ma tant'è) e sibila: «Sono un maresciallo dei carabinieri, seguitemi e silenzio».

Le due, colte in contropiede, obbediscono. Il «maresciallo» le obbliga a mettere le mani sul tetto dell'auto, spiega di essere «in borghese e sotto copertura per un'operazione antidroga», le accusa di avere nascosto negli abiti cocaina. Le due donne provano a controbattere, il giovane improvvisa. Con una certa fantasia, e mostrando insieme irritazione ed autorità: «Mi state facendo saltare la copertura e il passaggio di grado. Basta storie, vi devo perquisire». E inizia la perquisizione. Lunga e troppo insistente. Il finto carabiniere indugia sul seno, le gambe e le natiche delle due donne. Poi la «perquisizione» scivola rapidamente nell'aperto palpeggiamento e nelle avance.

A quel punto le due donne hanno ben chiara la situazione. Riescono a sganciarsi, si allontanano e chiamano i carabinieri. Quelli veri, della stazione di Noceto, che intervengono subito. Alla vista dei militari il «maresciallo» cerca di disfarsi del coltellino buttandolo a terra. Un carabiniere lo recupera e questo finirà per inguaiare di più il giovane, che viene fermato. Una delle due donne, particolarmente scioccata, finisce al pronto soccorso. Ci finisce anche il giovane, che mostrerà di aver bevuto troppo.

Ieri mattina la sentenza di condanna: un anno e due mesi per violenza sessuale aggravata dalla simulazione di pubblico ufficiale, pagamento delle spese processuali, interdizione dalla curatela e tutela. Il giudice, valutando che il giovane è incensurato e concesse le attenuanti, ha disposto la sospensione della pena. r.c.

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