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Ex Eridania, spacciatori senza paura

13 febbraio 2015, 06:00

Ex Eridania, spacciatori senza paura

Ilaria Ferrari

All'ex Eridania la droga gira in bicicletta, in mezzo a nonni e bambini a passeggio. Gli spacciatori dell'area verde a due passi dal centro storico hanno trovato modi nuovi per portare avanti i loro traffici: non stazionano più sulle panchine (anche se neppure questo manca) ma percorrono ripetutamente i vialetti, avanti e indietro lungo lo stesso tragitto in attesa di  un acquirente. Obiettivo mimetizzarsi, dopotutto Parma è la città della bicicletta. Si confondono così tra i parmigiani ma, a differenza dei frequentatori abituali, non stanno lì a passare un pomeriggio al Parco. Stanno lavorando, indisturbati.

Non occorre attendere granché per incrociarne uno. Sono perlopiù magrebini e trascorrono intere giornate pedalando. Ogni tanto, si radunano per fare due chiacchiere e bere una birra. Poi in sella, su mezzi seminuovi, soprattutto sgargianti mountain bike, molto più adatte a una precipitosa fuga in mezzo ai prati. 

Un quarto d'ora di camminata e ne incontriamo tre. «Vuoi droga?» dicono senza pudori. Forse il nostro abbigliamento tutt'altro che elegante ci fa passare per possibili compratori. Il terzo giovane ci dice che, «sì», ha della droga da vendere. E sono solo le due del pomeriggio. Gli spacciatori ciclisti del parco noto come ex Eridania (intitolato all'ex assessore Lionello Leoni) non attendono il buio per uscire, ma in pieno giorno si dedicano alle proprie attività: c'è più gente, più possibilità di vendita.

Il giovane, che dopo un breve colloquio si presenta come un nigeriano di 25 anni, ci ha fermato con la scusa di chiedere una sigaretta, ma «vuoi droga?» ha aggiunto subito dopo. Ci chiede di aspettarlo sulla panchina (una che indica lui stesso) e in un paio di minuti si viene a sedere silenzioso. Chiede i soldi, fa intravedere un sacchettino azzurro contenente marijuana. Cerca di concludere l'affare e propone pure il proprio numero di telefono: «Salvalo – dice – puoi chiamarmi quando vuoi, io sono sempre qui in giro». C'è talmente tanta concorrenza all'ex Eridania per lo smercio di stupefacenti che il ragazzo vuole entrare nella rubrica del cellulare, per essere certo che torneremo a cercarlo.

A terra si vedono molti pezzi di plastica identici a quello che ha appena fornito il magrebino, segno di analoghi commerci svolti quotidianamente. Di sera, soprattutto d'estate, a fianco del tavolone destinato alle «sieste» dei ciclisti stranieri, ci sono ragazzi impegnati a preparare spinelli del tutto indisturbati. Eppure il parco ex Eridania non è in una zona sperduta della città. A pochi passi da barriera Repubblica, si estende fino a via Mantova e via Toscana ed è sempre popolato da anziani e bambini, podisti e ciclisti. I frequentatori, però, sembrano non essere di alcun disturbo per venditori e acquirenti che contano sull'indifferenza generale per concludere i propri affari.

Forze dell'ordine se ne vedono poche, ogni tanto passa una pattuglia che, però, neppure si avvicina agli spacciatori. Che, pedalando, continuano a mescolarsi quasi invisibili al resto della gente.

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