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Parma nella bufera

Gobbi: «Lunedì è l'ultimo giorno»

13 febbraio 2015, 06:00

Gobbi: «Lunedì è l'ultimo giorno»

Sandro Piovani

Massimo Gobbi non si tira indietro. Il momento è difficile ed anche un incontro con i giovani studenti del liceo Bertolucci (indirizzo sportivo) può far tornare magari non il sorriso ma almeno un pizzico di serenità. E, proprio a margine di questo incontro (“Il Calciastorie” organizzato dall'Uisp) affronta i temi caldi di questa stagione difficile. Più che difficile. Una telenovela societaria, sei mesi senza ricevere lo stipendio e ultimo posto in classifica. «Noi dobbiamo prepararci a testa bassa e lavorare. Perché simao professionisti. Ce lo chiedono tutti, ma per prima cosa ce lo chiediamo noi stessi. Non dobbiamo abbandonare la nostra professionalità e soprattutto non dobbiamo perdere la nostra dignità».

Nello spogliatoio come valutate gli ultimi sviluppi societari?

«Aspettiamo. Diamo fiducia anche perché possiamo fare solo questo. Però in questi mesi abbiamo sentito tante chiacchiere. Tante parole. Ora aspettiamo i fatti, diamo fiducia e vediamo che accade in questi giorni».

Dunque la data del 16 febbraio resta lo spartiacque di questa stagione: se il club non paga, ci sarà la messa in mora.

«Lo ha dichiarato anche la nuova proprietà. Questa è la data più importante. Noi ci aspettiamo che ci vengano pagati gli stipendi. Altrimenti procederemo alla messa in mora della società. E' già stato tutto predisposto dalla nostra associazione (il sindacato calciatori Aic). Purtroppo ci dobbiamo tutelare dopo tutti questi mesi dove è accaduto di tutto. Una cosa che abbiamo fatto presente anche alla società. Il 16 dunque è una data importante. E noi aspettiamo fiduciosi».

Dopo Parma-Chievo, Lucarelli ha detto che vi siete sentiti un po' abbandonati dalle istituzioni. Che ne dice?

«Sicuramente. Nello spogliatoio ne abbiamo parlato, visto il momento difficile. Si affrontano così i problemi. E sicuramente non sentire dire nulla del Parma dalle istituzioni, la Lega e la Figc, ci è dispiaciuto molto. E' una situazione che non tocca solo noi ma tutto il campionato. Ora siamo arrivati qua e speriamo vada tutto bene. Però sono stati mesi difficili e credo che non debba più succedere. E' una situazione che tocca tutto il calcio e non sentire nulla dalle istituzioni ci è dispiaciuto molto».

Nell'ultimo posto del Parma quanto c'è di crisi societaria, di crisi tecnica e di difficoltà psicologica?

«Per quanto riguarda il campo, le responsabilità noi giocatori ce le siamo sempre prese. Perché andiamo in campo noi. Abbiamo sbagliato noi. Forse ci sono state anche scelte sbagliate. Ci abbiamo messo comunque sempre tanto impegno. A livello societario invece le responsabilità sono di altri. Chi ha sbagliato lo sa».

Rischio calcioscommesse, campionato falsato: vi hanno infastidito queste parole?

«Tommasi intendeva dire che se Gobbi sbaglia e fa un autogol, visto che non prende lo stipendio da sette mesi, qualcuno potrebbe dire che si è venduto la partita. Il senso era quello. Ma anche detto che sulla nostra professionalità metterebbe la mano sul fuoco. Serve attenzione. La nostra professionalità non è messa in dubbio».