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Tribunale

Schiaffi per un sorpasso, vigile condannato

13 febbraio 2015, 06:00

Schiaffi per un sorpasso, vigile condannato

Il nervosismo al volante è costato caro ad un vigile urbano, all'epoca dei fatti in servizio a Felino, che per una lite per un sorpasso è stato condannato a sette mesi per violenza, lesioni, ingiurie e minacce.

La sentenza di primo grado è arrivata ieri mattina in tribunale (giudice Giuseppe Monaco, pm Mariarosa Parlangeli), a sette anni dai fatti.

Era infatti il 17 agosto 2008 quando il vigile - oggi 62enne - si trovava, fuori servizio, alla guida della sua auto nella stra-da che da Bosco di Corniglio porta a Felino. Con lui, la compagna.

Sulla stessa strada, e nella stessa direzione, viaggia con la propria auto anche un quarantenne, che ha al fianco la moglie e il figlio piccolo.

La giornata è afosa, e il caldo forse accentua nervosismo e insofferenza.

Fatto sta che fra i due si scatena una «gara» di brutti sorpassi, con frenate repentine e accelerazioni pericolose.

Il quarantenne sostiene che il vigile ad un certo punto avrebbe inchiodato l'auto costringendolo ad una brutta manovra.

Non pago, il vigile lo avrebbe inseguito, cercando di affiancarlo e speronarlo.

La moglie del quarantenne è spaventata, il bimbo in lacrime.

Ma non è finita. Entrambi si fermano, il vigile scende dalla propria auto e raggiunge il quarantenne, anche lui uscito dall'abitacolo: «Non ti dovevi permettere.... Se vieni a Felino sei morto, ti massacro», attacca il vigile (secondo la versione del quarantenne), condendo le minacce con insulti. Poi molla un potente ceffone sull'orecchio all'altro automobilista e lo strattona.

Le due donne intervengono cercando di riportare la situazione sotto controllo.

La moglie del quarantenne, originaria di Felino, riconosce l'aggressore come un agente di polizia municipale e invita la compagna del vigile a trattenere il suo uomo. La lite scema e i due risalgono in auto.

Ma il quarantenne, una volta tornato al volante, guida difilato fino al pronto soccorso dell'ospedale di Parma, dove gli vengono riscontrati un'otite post traumatica a un orecchio e abrasioni alle braccia. Poi, con il certificato in mano, va a denunciare l'aggressore.

Ieri la condanna a sette mesi nei confronti del vigile urbano: concesse le attenuanti e, considerata l'incensuratezza, pena sospesa. r.c.

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