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Parma

Due dentisti svaligiati: bottino ingente

14 febbraio 2015, 06:00

Due dentisti svaligiati: bottino ingente

Luca Pelagatti

«Prima di andarsene hanno anche lasciato dieci euro sul bancone d'ingresso. Una specie di beffa dopo il danno che ci hanno fatto».

E che il danno ci sia stato è evidente. Lo dimostrano le porte degli studi praticamente sfondate, i controsoffitti del corridoio danneggiati. E, soprattutto, l'interno di due studi dentistici svaligiati di buona parte delle attrezzature. Almeno quelle facili da trasportare.

«Ci siamo accorti dell'accaduto quando uno dei nostri dipendenti è arrivata nella mattina di ieri», spiegano nello studio Righi di via Traversetolo. Dove i ladri hanno fatto sparire merce per un valore di circa centomila euro.

«Per entrare hanno sfondato la porta blindata usando probabilmente un piede di porco e degli scalpelli. I danni al battente e ai muri lo dimostrano». Poi una volta dentro si sono messi all'opera. Scegliendo con cura cosa portare via. «Alcuni oggetti sono prevedibili, tutte cose che possono attirare i ladri come un computer portatile, una machina fotografica, qualche decina di euro dalla cassa». Ma molto più difficilmente a un balordo qualunque sarebbe mai venuto in mente di caricarsi di pinze per estrazioni, specchietti, turbine e tutti gli altri apparecchi che sono indispensabili per il lavoro di un dentista. «Probabilmente si tratta quindi di un furto su commissione», ammettono allo studio, ricordando che già in passato nell'ambiente era circolata la voce di studi svuotati. Da qualcuno che in questo modo si rifornisce di materiali.

In questo caso il sospetto è reso ancora più concreto dal fatto che i ladri hanno operato in due studi tra loro vicini. E che in entrambi i casi gli oggetti del desiderio sono stati gli stessi. Che si sia trattato dell'opera di professionisti poi è confermato anche dalla tecnica usata: i ladri hanno agito nel cuore della notte dimostrando freddezza e decisione. E un po' di fortuna visto che nessuno si è accorto di quanto stava accadendo.

«Gli oggetti prelevati come detto erano quelli più facile da caricare e portare lontano», è l'ultima amara constatazione.

Prima di tornare a parlare di quei dieci euro lasciati in bella vista. «Di soldi in giro non li abbiamo mai. Quindi o li hanno dimenticati dopo avere svuotato anche la cassa o peggio li hanno lasciati apposta. Come una bottiglia che abbiamo trovato sul bancone». Quasi che, prima di andarsene, per festeggiare il colpo andato perfettamente a segno qualcuno avesse voluto anche brindare.

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