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Azienda Stuard: quinto furto

15 febbraio 2015, 06:00

Luca Pelagatti

«Si vede che anche i ladri hanno raffinato i loro gusti: e ormai preferiscono i prodotti garantiti biologici e quelli a chilometri zero».

La titolare dell'emporio del Podere Stuard a San Pancrazio di cedere alla rabbia e allo scoramento proprio non ne vuole sapere. Ma poi, guardandosi intorno, rifacendo per l'ennesima volta il conto dei danni e della merce rubata, uno sfogo scappa per forza. «Si perchè fa male sentirsi cosi indifesi, in balia di questa gente». Gente che, è chiaro, da queste parti bazzica spesso. Altrimenti non si spiegherebbe il bollettino delle razzie messe a segno qui, tra i campi e le case coloniche: cinque in meno di un anno. E almeno per due volte i ladri hanno fatto il colpo grosso.

«Dell'ultima visita dei ladri ci siamo resi conto al mattino, quando sono arrivati i primi addetti - prosegue la responsabile dell'emporio. - Lo spettacolo che si sono trovati davanti è stato sconfortante: la porta sfondata e i vetri della vicina cucina rotti. E all'interno scaffali e frigoriferi svuotati».

Chi sia stato ad agire, e in quanti, ovviamente è impossibile anche solo immaginarlo. Ma di certo erano in parecchi: e avevano un mezzo adeguato per portarsi via tutto quel ben di Dio.

«Non hanno trascurato nulla: tutto quello che hanno trovato è stato portato via», racconta facendo l'inventario di quello che c'era. E non c'è più.

«Tutti i salumi di maiale nero che erano nei frigoriferi e il parmigiano nelle varie stagionature. Ma non solo: anche altri tipi di formaggi, gli yogurt, le salse e i mieli. Poi sono passati nella zona dove viene conservata la frutta e la verdura». E anche li vegetali assortiti sono finiti in qualche sacco e poi su una macchina o un furgone. Comunque ben lontano da San Pancrazio.

«Tra merce e danni siamo oltre i 5000 euro di danni anche perché si sono impossessati anche di alcuni attrezzi presi da un altro deposito». Un furto che pare la fotocopia di quello messo a segno lo scorso anno, il 29 marzo. Quando, i ladri svuotarono del tutto l'emporio. «Poi sono avvenuti altri episodi: sono state svaligiate delle automobili parcheggiate o saccheggiate le borsette di chi lavora qui. E ci è stato rubato un mezzo usato poi per una rapina».

Insomma, uno stillicidio di azioni che spiegano la amareggiata rassegnazione dei responsabili del punto vendita. Che stanno riflettendo su cosa fare per proteggersi. «Avevamo installato un allarme ma non è bastato. Allora potremmo blindarci ulteriormente ma ci sembra che servirebbe a poco così poco efficace sarebbe un impianto di telecamere. Forse l'unica cosa da fare è introdurre la figura di un custode che fisicamente vigili si questa area. Qui per i ladri è assai facile agire. E noi ci troviamo a dovere cercare di difenderci in ogni modo».

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