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Parma, prova d'orgoglio

16 febbraio 2015, 06:00

Paolo Grossi

Che bel guizzo d'orgoglio ha avuto ieri il Parma. Con una prova per certi versi commovente i crociati hanno bloccato la Roma e strappato un punto che non vorrà dire niente in termini pratici ma che è una bella medaglia da appuntarsi sul petto. Non c'era partita sulla carta. Motivazioni, tecnica, fisico: tutto faceva pendere la bilancia dalla parte dei giallorossi. Invece il Parma ha messo in campo tutto quello che poteva e doveva: organizzazione, umiltà, e tanto carattere. Tenendo conto delle risapute condizioni di difficoltà, è stata una bella dimostrazione di professionalità, di dignità e anche di coraggio. Con prestazioni di questo genere retrocedere non è così vergognoso.

Belfodil titolare

Donadoni aveva schierato titolari Mendes in difesa e Belfodil in attacco, confermando Mariga davanti alla difesa a fianco di Mauri. Il sistema è un 4-4-1-1 con Nocerino alle spalle di Belfodil. La Roma è abbastanza alternativa, con Totti a riposo e il nuovo acquisto Doumbia al suo posto. Florenzi fa il terzino destro, e rientra in attacco Gervinho, reduce dalla Coppa d'Africa vinta con la Costa d'Avorio. Sulle maglie giallorosse, in assenza di main sponsor, una scritta cinese che è un augurio per l'imminente nuovo anno a quelle latitudini.

Maglie strette

Nel primo quarto d'ora di gara il Parma è compatto e tiene le maglie strette, di modo che la Roma si limita a fraseggiare senza trovare spazi in profondità. La prima volta ci riesce Florenzi al 16', ma quando arriva a tu per tu con Mirante, defilato sulla destra, il suo rasoterra insidioso è respinto in spaccata da Mendes. Al 18' Ljajic a destra si libera e mette in messo rasoterra: dai sedici metri la girata volante di De Rossi è altissima. Sono segnali che la Roma sta prendendo campo e che il Parma va arretrando. La Roma arriva a un passo dal gol al 23' quando Gervinho prima e Ljajic poi battono a colpo quasi sicuro dentro l'area ma Costa e Cassani in scivolata riescono a respingere entrambe le conclusioni. Al 29'Cassani pesca bene in area Nocerino che va a terra a contatto con Manolas, ma per Giacomelli è tutto regolare. La Roma sbaglia molti passaggi e il pubblico prende a rumoreggiare: d'altra parte l'eliminazione dalla Champions e i sette punti di ritardo dalla Juve raccontano già di una stagione che ha preso una brutta piega. Al 38' su traversone di Cassani Belfodil sbaglia un colpo di testa che poteva avere miglior sorte. Al 42' bella iniziativa di Ljajic che lascia sul posto Cassani, entra in area e saetta sul palo vicino, senza però trovare la porta. Brivido al 44' quando su cross teso di Nainngolan Keita svetta su tutti e di testa chiama Mirante a una complicata parata in due tempi. Si va al riposo sullo 0-0 ed è un punteggio che gratifica giustamente il Parma: è vero che la Roma è parsa svogliata e senza idee ma va detto che i crociati hanno fatto una buonissima fase difensiva. La mossa di Donadoni di far agire Nocerino nella zona di De Rossi e Keita è servita a ostacolare la distribuzione del gioco e essiccare un po' la vena dei rifornimenti per gli attaccanti. La nota negativa è che in 45 minuti non è stata fischiata una sola punizione a favore dei crociati, un dato che spiega bene sia la scarsa pericolosità del Parma in fase offensiva (neanche un tiro nello specchio) che la meticolosità dei sei arbitri nell'evitare un fischio contro i padroni di casa.

Catenaccio senza contropiede

Si riparte e al 14' i giallorossi sono pericolosi con Gervinho che chiude una triangolazione con Cole calciando centralmente da buona posizione: Mirante respinge. Garcia toglie lo statico De Rossi e inserisce il giovane e talentuoso Verde, passando al 4-2-3-1. Al 24' Nainngolan in mischia ha una palla buona ma la calcia fuori. Il Parma sta sempre più rintanato ma non riesce mai a ripartire pericolosamente e così la Roma pian piano lo schiaccia. Il più pericoloso è sempre Verde, le cui iniziative sono spesso incontenibili per Costa e Lucarelli, ma i cui assist finiscono nel vuoto. Al 38' un cross di Verde trova Cole pronto a gettarsi in tuffo di testa ma la palla centra il palo esterno e torna in campo. Lo stesso Cole al 44' spedisce alto, al volo, una bella palla crossata da Florenzi. Al 48', addirittura in contropiede, Verde ha una palla buona ma la calcia alta. Alla fine lo stadio fischia sonoramente mentre i crociati per una volta possono andare con il sorriso stampato in volto a salutare lo sparuto gruppo di tifosi che nonostante tutto li ha seguiti anche all'Olimpico.

I senza Cassano

L'unica cosa che può bruciare ai tifosi crociati può essere l'aver fatto un bel favore agli juventini, chiudendo virtualmente la lotta per lo scudetto. Da parte sua in queste ore Giampietro Manenti avrà un motivo in più per cercare di far fronte agli impegni presi. Nello stesso tempo non si può oggi sfuggire a una considerazione: da quando non c'è Cassano questa è un'altra squadra, che gioca con spirito e condivisione diversi. Purtroppo la fase offensiva è rimasta atrofizzata: ieri zero tiri in porta. Ma stavolta va bene così, alla faccia dei dubbi di Tommasi sulla regolarità del campionato e della spocchia di Lotito, il quale anche lui ieri, vien da dire purtroppo, avrà gioito.

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