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Arresto

«Pronto, hai la roba?». Ma risponde un carabiniere

17 febbraio 2015, 06:00

«Pronto, hai la roba?». Ma risponde un carabiniere

Anche il telefono «amico» degli spacciatori qualche volta gioca brutti scherzi. Può succedere, ad esempio, che il pusher di fiducia all'improvviso spiazzi il cliente rispondendo con una voce diversa dal solito (cui segue conversazione surreale: «pronto, sono io hai la roba?». «Lei chi è?» «E lei?»).

Il qui pro quo è andato in scena sabato sera: il tizio che già pregustava un dopocena a base di polverina bianca, non solo s'è trovato «a naso asciutto» ma pure a dover scandire nome e cognome al carabiniere che gli aveva risposto dal telefonino dello spacciatore. Rimediando poi una segnalazione in prefettura come consumatore di sostanze stupefacenti.

L'(ex) proprietario del telefono in quel momento non era lontano, ma decisamente impossibilitato a rispondere. Gli uomini del Radiomobile l'avevano appena arrestato, sequestrandogli droga e soldi e ovviamente anche il principale attrezzo del mestiere: il prezioso cellulare. Nigeriano, 25 anni, i militari l'avevano bloccato in via Sidoli, che non è esattamente una rotta abituale per gli spacciatori «on the road» ma questo non dev'essere abituato a muoversi come i cavallini in bicicletta scorrazzanti lungo i soliti crocicchi dello spaccio. S'era organizzato meglio: le consegne le faceva in macchina e in quel preciso momento stava facendo benzina al self service di un distributore. Probabile che avesse un appuntamento di lì a poco da quelle parti e l'ultima cosa che s'aspettava era di vedere i fari di una gazzella spuntare nel buio.

Era molto tardi: i militari non ci hanno pensato due volte ad avvicinarsi per controllare quel tizio. Ma mentre stavano arrivando, il giovane ha mollato la pompa di benzina e pure l'auto e ha cominciato a correre come una lepre. Mentre correva, cercava di svuotarsi le tasche per liberarsi della zavorra compromettente. Sforzo vano, nemmeno riuscito del tutto: dopo averlo immobilizzato, i militari gli hanno trovato addosso sei dosi di cocaina, e sono andati a raccogliere le altre quattro buttate durante la fuga. Sequestrati anche 1300 euro in contanti, più o meno quel che prendono in un mese gli uomini in divisa. Le consegne erano tutt'altro che finite: all'alba il malloppo sarebbe diventato ancor più sostanzioso, se non si fosse fermato a far benzina.

Ieri è stato processato per direttissima: un anno di reclusione, dentro non farà neanche un giorno. Per la legge è la prima volta che sgarra (era incensurato): la pena è stata sospesa. l. f.

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