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Il caso

Auto elettrica: varchi off limits

19 febbraio 2015, 06:00

Auto elettrica: varchi off limits

Beppe Facchini

La proverbiale gocciolina in grado di far traboccare il vaso, è stata un'inchiesta pubblicata qualche settimana fa dalla Gazzetta. «Si è scritto che i parmigiani non credono ancora nelle potenzialità delle auto elettriche. Io invece ci credo, eccome. Ma dopo aver fatto un investimento importante per acquistare una Zoe (modello a zero emissioni della Renault, ndr) sto vivendo sulla mia pelle solo problemi e ingiustizie. E nessuno riesce a darmi delle risposte: mi sembra di urlare neldeserto».

Ad agosto 2014, Stefano Bersiga e sua moglie Laura hanno infatti sacrificato una Citroen C3 e 18.500 euro pur di acquistare un'auto che consentisse al figlio 21enne, Giacomo, di spostarsi ogni giorno da Ozzano Taro alla facoltà di Filosofia, in via d'Azeglio, senza inquinare. Da quel momento, però, è iniziato un lungo braccio di ferro con uffici comunali e Infomobility, ancora in attesa di lieto fine. A fine agosto, i genitori di Giacomo si attivano subito nel richiedere alla società di viale Mentana i permessi per raggiungere tranquillamente, con la Zoe nuova di zecca, il centro di Parma senza l'angoscia dei varchi e usufruire della sosta gratuita sulle righe blu. Proprio perché, come ribadito più volte da piazza Garibaldi, chi investe nella green mobility va premiato così.

Ma la famiglia Bersiga è residente a Collecchio e tutto ruota intorno a questo particolare, in quanto queste agevolazioni sono previste solo per chi abita in città. Stefano e sua moglie, allora, scrivono ripetutamente agli uffici preposti, bussano a tante porte e cercano spiegazioni. Soprattutto perché sanno di accordi regionali, sottoscritti anche da Parma, che consentono a chiunque guidi auto elettriche di circolare liberamente anche nelle Ztl e di ricaricare il proprio mezzo senza problemi grazie a tutte le colonnine presenti da Piacenza a Cesena. Eppure, nel loro caso, dalla teoria non si riesce a passare alla pratica. E pensare che Stefano, titolare di un'azienda che fornisce ai privati soluzioni basate sul rinnovabile, è uno che nel concetto di mobilità sostenibile ci crede davvero. «Questi sono mezzi eccezionali - spiega-, rispettano l'ambiente e trasformano il 90% dell'energia prodotta in movimento. Quando guido la Zoe, mi sento bene, la ricarico a casa con un impianto fotovoltaico e spendo 3 euro per precorrere 100 chilometri». Ma ogni volta varcati i confini del comune territorio parmigiano, la rabbia prende quotidianamente il sopravvento. «Una volta Giacomo si trovava in città e ha dovuto ricaricare l'auto superando il varco: a breve ci arriverà una bella multa da 163 euro» sbottano i coniugi Bersiga, che un mese fa, finalmente, ricevono una mail dal responsabile Sosta di Infomobility, Nicola Pozza. «In pratica ammette l'errore e dice di lavorare per risolvere la questione. Ma perché nel frattempo non ci hanno concesso un'autorizzazione provvisoria?» si chiede infine Stefano, pronto ora anche a rivolgersi ad un'associazione di consumatori e a ricorrere per vie legali.

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