Archivio bozze

Calcio

Procura: istanza di fallimento per il Parma

19 febbraio 2015, 06:00

Procura: istanza di fallimento per il Parma

Davide Barilli

Parma calcio verso il fallimento. A meno che, entro o subito dopo il 19 marzo, data in cui è stata fissata la prima udienza davanti al tribunale (giudice delegato Pietro Rogato) non vengano messi sul tavolo pacchi di milioni freschi per evitare che venga dichiarato il crac della società «crociata». Ma è chiaro che i soldi dovrebbero essere tanti, tantissimi, considerando il fatto che l'istanza di fallimento presentata dalla procura potrebbe avere un effetto a catena, dando il via a una serie di istanze da parte di tutti i dipendenti e fornitori che fino ad ora sono stati zitti, sperando che i soldi sarebbero arrivati.

La conferma ufficiale che la magistratura inquirente ha chiesto il fallimento arriva direttamente dal procuratore capo Antonio Rustico che spiega perché l'iniziativa è partita dalla procura.

«Come può accadere per qualsiasi imprenditore o società, se giunge notizia di una situazione di possibile insolvenza nei confronti dei creditori, tra le varie possibilità c'è quella di presentare una istanza al Tribunale fallimentare, perché verifichi se ci sono le condizioni per l'eventuale dichiarazione di fallimento. Avendo avuto notizia in varie forme di una situazione di debiti ordinari e fiscali, si è ritenuto di azionare la procedura che prevede l'udienza. Sarà sentito il debitore, il quale entro sette giorni prima dell'udienza dovrà presentare i bilanci e fare l'elenco dei crediti e i debiti che ha nei confronti dei terzi, in modo da mettere il Tribunale nelle condizioni di decidere se arrivare alla dichiarazione di fallimento o meno». Esiste solo una possibilità che non venga dichiarato il fallimento. «E' chiaro che l'imprenditore - spiega il procuratore - ha anche gli strumenti per paralizzare la procedura, riuscendo a pagare, anche in maniera dilazionata». Che poi aggiunge: «Non è detto che ci sia una procedura solo da parte della procura: in una situazione del genere potrebbero esserci anche altre istanze». E infatti trapela che oltre alla procura, anche un altro fornitore (dopo i due che lo avevano fatto in precedenza, ma che si erano poi ritirati dopo aver ricevuto quanto gli spettava) ha presentato istanza di fallimento.

Sull'apertura di un'indagine penale, il procuratore non risponde. «Mi avvalgo della facoltà di non rispondere. L'istanza di fallimento è venuta fuori da informazioni che non abbiamo dato noi. La legge prevede - e non dico nulla di nuovo - che le indagini penali seguono alla eventuale dichiarazione di fallimento. Noi abbiamo sempre seguito la situazione e la stiamo seguendo, per ora con questi accertamenti di tipo civilistico. Eventualmente poi seguiranno procedure penali. Mentre una situazione di credito con i privati dà solo luogo a contenziosi civili, un credito ingente con l'Agenzia delle entrate rientra in fattispecie penalmente rilevanti. Anche gli stessi uffici tributari, in seguito a mancato versamento dell'Iva o altre inadempienze, avviano denunce». Ovvero nel momento in cui il curatore fallimentare nominato dal tribunale scopra nelle carte e nei libri contabili elementi di rilevanza penale, quale distrazioni, ammanchi, finanziamenti fittizi, truffe, falsi e tutto quanto possa contemplare l'ipotesi di bancarotta fraudolenta.

Rustico, relativamente alla richiesta di commissariamento fatta da EnergyTi Group, socio di minoranza del Parma, per irregolarità dei precedenti consigli di amministrazione, afferma: «No, questo per il momento non è stato oggetto di esame da parte nostra».

Ma se entro il 19 marzo il Parma facesse fronte alla situazione debitoria con l'erario, si scongiurerebbe l'ipotesi fallimento?

«Questo è un giudizio che poi spetta al Tribunale. E' evidente che se uno prima dell'udienza riesce a sanare le sue posizioni debitorie, non è difficile prevedere che il Tribunale rigetti l'istanza del creditore o del Pubblico Ministero. Saremmo noi i primi a chiedere di non procedere con l'istanza».

E' stato decisivo l'ultimo bilancio del 2014 ai fini dell'istanza?

«No. Intanto è un bilancio in pareggio, come tutti i bilanci del resto. Vanno esaminati: in maniera particolare vanno verificate le singole poste disaggregate. Nessun bilancio a prima vista consente di dire che ci sono irregolarità. Ci sono degli accertamenti da fare».

In ogni caso, a meno di sempre più improbabili apparizioni di soldi freschi arrivati da chissà dove, l'ipotesi che gli ufficiali giudiziari tornino presto a Collecchio per sequestrare e mettere i sigilli a tutto quello resta del Parma calcio, non è solo un brutto incubo, ma una triste realtà.

© RIPRODUZIONE RISERVATA