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Al Pablo, ronde antipusher

20 febbraio 2015, 06:00

Al Pablo, ronde antipusher

Chiara Pozzati

La bussola del “corteo anti-pusher” mira dritta a piazzale Pablo, con capatina in piazza Buonarroti e marcia direttamente su viale Piacenza. A braccetto con le assemblee che si sono tenute in queste sere, proseguono da una ventina di giorni le marce dei residenti. L'ultimo appuntamento nel calendario antidegrado è scattato tra mercoledì e ieri.

E questa volta a tener “marcati” i pusher sono gli abitanti di piazzale Pablo, una quindicina in tutto, che si aggiungono allo zoccolo duro di via Savani e dintorni.

In tutto, sparpagliata tra gli anfratti del quartiere, c'è una cinquantina di persone. E mentre già si pensa alla raccolta firme da consegnare in Prefettura, a una fiaccolata per ribadire la necessità di maggior sicurezza, è stata fissata una riunione aperta alla città.

Ci si incontra venerdì prossimo nella chiesa di San Patrizio in via Lanfranco alle 21. Di pusher in piazzale Pablo se ne avvistano due, che fanno presto a cambiar strada al cospetto del gruppetto di gente perbene. Però in tutto il quartiere, prendendo come punto di partenza della nostra «mappa» via Savani e allungandoci in viale Piacenza prima e piazzale Pablo dopo, le dinamiche dello spaccio diventano ancor più cristalline.

Il grosso della “rantumaglia” bazzica in via Savani e via Lanfranco.

Lì gli spacciatori picchettano proprio gli angoli bui, a gruppetti che fan presto a darsi alla fuga. Per il resto delle strade è più che altro un via vai di “vedette”, dalle facce comunque inquietanti, ma che ben si guardano dal fermarsi troppo tempo sotto le case. Piuttosto è più facile incappare in qualche personaggio, visibilmente alticcio, stravaccato sulle panchine di fronte alla chiesa.

Il modus operandi dei venditori di sballo è ormai noto: si servono della conformazione del quartiere per scegliere il piazzaletto interno a via Savani o una viuzza laterale dove vendere la droga. Il tutto mantenendo agli angoli della strada principale le vedette, così da spadroneggiare placidamente. Ben diverso è il panorama in San Leonardo, dove i grappoli di spacciatori sono più folti e si piazzano direttamente in via Trento e lungo l'asse principale.

Ancora una volta sono due le considerazioni che stanno a cuore ai residenti scesi sotto casa: «Siamo qui per il piacere di ripopolare il quartiere – spiega Alberto, uno dei tanti abitanti e papà-. Paradossalmente queste sono occasioni per tornare a incontrarsi e conoscersi tra vicini di casa».

Certo avrebbero preferito un contesto migliore, «non nego che la situazione diventi sempre più pesante e il nostro umore si surriscaldi ogni giorno di più. Ecco perché vorremmo coinvolgere le istituzioni per interventi più mirati ed efficaci».

E arriva al secondo nodo: «Non ci siamo fatti strumentalizzare da nessuno, niente politica o movimenti daranno un colore a queste iniziative, e non intendiamo arretrare di un passo. Questa volta proprio no».

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