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Dopo «big snow»

Parchi riaperti. Ma profondamente feriti

20 febbraio 2015, 06:00

Parchi riaperti. Ma profondamente feriti

Chiara Pozzati

I nostri parchi hanno spalancato i cancelli, ma restano imbrigliati da transenne e nastro bianco e rosso. Oltre a cartelli penzolanti, con «Vietato l'accesso alle aree verdi» a caratteri cubitali, che spuntano ovunque.

Tutto il resto è un'ecatombe di rami sparsi qua e là, ma in Cittadella, vera vittima di Big snow, la situazione è ancor più critica. Sui bastioni spiccano alberi completamente sradicati dal peso della nevicata, crollati gli uni addosso agli altri per un effetto domino inquietante.

Tutto questo senza contare che vicino all'area giochi, a un passo dall'ingresso principale, spuntano montagne di legno che, aggiunte al fango, rendono quasi impraticabile l'avvicinamento alle chiazze verdi riemerse dalla neve.

Mentre un sottile strato bianco ricopre il terreno qua e là, l'umore del popolo dei gioielli verdi si fa incandescente.

Dopo le recenti riaperture il tour è d'obbligo, vista anche la marea di segnalazioni frutto di un'indignazione unanime.

Si parte dalla Cittadella dove la rabbia serpeggia a più livelli. A cominciare dall'ingresso principale, dove una mamma con il piccolo, forse tre o quattro anni, fa dietro front sdegnata: «Ma come fanno a pensare di lasciare così uno dei parchi più frequentati della città? La presenza dei rami accatastati attira sporcizia e bestiole indesiderate. E poi chissà per quanto tempo ancora rimarranno qua».

Particolarmente inviperito anche il popolo dei podisti relegato nel tracciato principale «e poi e poi. Vi rendete conto della situazione in cui siamo messi? Uno dei pochi polmoni verdi, frequentato in ogni stagione, sembra un campo di battaglia. E fa paura pensare al futuro. E' evidente che tanti crolli sono dovuti non solo alla neve: la salute delle piante era già “cagionevole” e questo è stato ignorato».

Cambia lo scenario al Parco Ducale, dove certo le potature “precauzionali” sono state massicce. A giudicare, per esempio, dalla “siepe” di rami ammonticchiati proprio a ridosso del muro della caserma dei carabinieri.

Qui le aree verdi sono off limits, anche se più di uno studente si fa un baffo del divieto e trascorre il pomeriggio addormentato su un pannetto in mezzo al prato.

Anche qui arriva il commento sdegnato di alcune pensionate a passeggio: «Ma come, potano gli alberi e poi lasciano ovunque i rami? Prima dell'estate è impensabile tornare alla normalità».

Ma non è solo una questione di verde, le transenne sono spuntate anche accanto al Palazzetto Eucherio Sanvitale a causa di una massiccia caduta di pezzi di legno. Perché passata la suggestione degli alberi imbiancati si nasconde il pericolo crolli che, nonostante gli interventi massicci per la messa in sicurezza, continua a far paura.

«La rete dei controlli è stata caotica fin da quando Parma si è svegliata sotto la grande neve – si sfoga Maria Angela, 54 anni, habitué del Giardino pubblico -. Correre ai ripari non è mai la scelta giusta, forse si sarebbe potuto agire ben prima».

Ultima tappa al Parco Ferrari, i “campetti” per i parmigiani, dove una spolverata di piccoli rami è rimasta su uno degli scivoli, ma tutto sommato la via principale è sgombra.

Crolla un pioppo a Ponte Verdi

La città si sta ancora rimettendo dai «postumi» della grande nevicata del 6 febbraio scorso. Un altro effetto di «big snow» si è avuto venerdì mattina, quando un grosso pioppo, cresciuto assieme ad altri tre nell'alveo della Parma, si è schiantato in golena, piegato dalla forte nevicata.

Dopo il primo intervento di messa in sicurezza ad opera dei vigili del fuoco, coadiuvati dai vigili urbani, i tecnici dell'Aipo, assieme a quelli del Comune, hanno fatto un sopralluogo e deciso l'abbattimento anche di un altro dei tre pioppi superstiti, in precarie condizioni e che rischiava anch'esso di crollare, e la drastica potatura degli altri due.

«È stato sostanzialmente un intervento di messa in sicurezza, visto che l'albero pericolante sarebbe potuto cadere sulla strada o sul ponte» spiegano dall'Aipo smorzando le polemiche sul web.

Intanto sono stati riaperti i parchi cittadini, disastrati da «big snow» e tutti chiusi al pubblico nelle giornate cruciali della nevicata e in quelle successive.

I primi a riaprire i battenti sono stati i Giardini di San Paolo, l'ultimo il Parco Ducale. Superati i lunghi black out, rimossi rami e alberi pericolanti dalle principali strade cittadine (la priorità, quanto a sicurezza), e con le ciclabili parzialmente pulite (dove non batte il sole resistono infatti cumuli di neve che costringono i ciclisti a pericolosi zig-zag), nei giorni scorsi gli addetti del verde del Comune hanno cominciato a lavorare, appunto, nei parchi.

I Giardini di San Paolo, come detto, hanno riaperto i battenti per primi, martedì 10 febbraio. Venerdì 13 è stata la volta della Cittadella, mentre il Parco Ducale ha riaperto i cancelli solo lunedì 16 febbraio e la biblioteca di Alice, ospitata nelle Serre del Giardino, il giorno seguente, il 17.

Mai chiuso il parco Ex Eridania, dove non c'erano situazioni di pericolo che imponevano cautele.

Diversa la situazione dei giardini e delle zone verdi non recintate, che sono rimasti sempre accessibili. Come per gli altri parchi «maggiori», i pericoli ancora da sanare sono stati segnalati con l'apposito nastro rosso e bianco e con transenne che impediscono l'accesso.

Oltre ai rami ancora pericolanti, ampie porzioni delle aree verdi sono ancora inaccessibili per le pozze d'acqua che si sono formate sui prati dallo scongelamento di vere montagne di neve accumulate in alcuni punti dai mezzi di sgombero. È il caso, ad esempio, del parco Ferrari.

Un aiuto dovrebbe arrivare dal meteo: per oggi sole e una massima di dieci gradi (ma la minima scenderà sotto lo zero).

Domani nuvole, ma minime sopra lo zero, mentre fra domani notte e domenica tornerà la pioggia. r.c.

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